Che non è ancora la notte prima degli esami, per quella manca ancora una settimana. È comunque un lungo San Silvestro, tra consuntivi, riepiloghi, buoni propositi per l'anno che verrà, qualche progetto già in cantiere e feste che si susseguono senza che vi sia niente veramente da festeggiare se non una ritrovata e in fondo meritata spensieratezza.
I fuochi d'artificio son la scusa per uscire, giusto per ritrovarsi su un prato col naso all'insù, col ghiacciolo che appiccica le dita, mentre le luci intorno si spengono tutte insieme.
Alla ricerca del tempo perduto, nella speranza di ritrovarlo davvero.
E anche sul lavoro c'è quell'aria da rush finale, come se non ci fosse più tempo e come se quel gap tra l'agosto e il settembre sia per forza lo stargate tra un vecchio e un nuovo mondo.
Tracce di resistenza umana. Flebili. Labili.
Ce la posso fare.
martedì 15 giugno 2010
venerdì 4 giugno 2010
Ci han la faccia come ** ****
"Non entrando in merito alle accuse mosse dal Pm [...] e che hanno portato al sequestro del mezzo, anche se l’uso risulta essere effettivamente commerciale e dunque il sequestro opinabile, si chiede se non si ritenga necessario assumere iniziative immediate per porre riparo al danno di immagine dell’Italia e far venire meno le conseguenze ingiustificatamente patite dai familiari del signor Briatore". Pietro Laffranco, vicepresidente del Gruppo parlamentare del Pdl alla Camera, nell'interrogazione presentata a Giulio Tremonti e Michela Vittoria Brambilla.
Scommettiamo che
Non so bene a quanto stia la tartaruga di Kemp. Però pare che sia in testa al totoestinzione, tallonata o pinneggiata che dir si voglia dal tonno rosso. Su PaddyPower si scommette anche su questo, su quale specie sarà la prima a estinguersi dopo il disastro nel Golfo del Messico. Dicono che ci sia un altro filone di scommesse: il tototesta, tanto per capire qual è quella che cade prima. Ecco, lì qualche eurino, se lo avessi da sbatter via, lo punterei.
Comunque la faccenda di Cameron che si propone come consulente mi avrebbe fatto sorridere fino a qualche settimana fa, se non fosse che l'ho ascoltato in una conferenza a Las Vegas, e mi sono resa conto che davvero è un visionario. Ma non nel senso di Giovanna D'Arco. Guarda davvero avanti e anche un po' sotto [il mare, in questo caso]. Forte, comunque. Ha parlato a braccio per tre quarti d'ora, senza nemmeno uno straccio di appunto in mano, senza una slide, senza nemmeno un filmatino. Affabulatore. E poi ha pure accettato una sessione di domande e risposte che non finiva più, il che non è esattamente un dettaglio.
In ogni caso, visto il fallimento di ogni altro tentativo, anche le sperimentazioni sottomarine di Cameron hanno il loro bel perchè.
Comunque la faccenda di Cameron che si propone come consulente mi avrebbe fatto sorridere fino a qualche settimana fa, se non fosse che l'ho ascoltato in una conferenza a Las Vegas, e mi sono resa conto che davvero è un visionario. Ma non nel senso di Giovanna D'Arco. Guarda davvero avanti e anche un po' sotto [il mare, in questo caso]. Forte, comunque. Ha parlato a braccio per tre quarti d'ora, senza nemmeno uno straccio di appunto in mano, senza una slide, senza nemmeno un filmatino. Affabulatore. E poi ha pure accettato una sessione di domande e risposte che non finiva più, il che non è esattamente un dettaglio.
In ogni caso, visto il fallimento di ogni altro tentativo, anche le sperimentazioni sottomarine di Cameron hanno il loro bel perchè.
Comunque dalle parti di Padova han trovato nuovi cerchi nel grano.
Devolution aliena. Su per giù.
Devolution aliena. Su per giù.
venerdì 28 maggio 2010
Sfumature
Ora, non che uno voglia essere polemico a tutti i costi. Però c'è qualcosa che va oltre la semplice citazione mussoliniana che a me fa effetto nelle parole del premier. Perché in effetti bisognerebbe ascoltarle bene, nelle virgole, nelle pause, nell'intonazione. "..colui che era considerato un dittatore, un grande e potente dittatore", dice S.B. Chiariamo un paio di punti. Non è che Mussolini fosse considerato un dittatore. Lo era. E questo non è un dettaglio. Come non è un dettaglio il tono compiaciuto dell'inciso: un grande e potente dittatore. Quasi come nelle favole.
Il rapido cambio di soggetto (abbiamo-ho letto recentemente) potrebbe invece essere semplicemente un lapsus. Il plurale majestatis, se l'è ricordato al volo, ancora non gli compete.
Il rapido cambio di soggetto (abbiamo-ho letto recentemente) potrebbe invece essere semplicemente un lapsus. Il plurale majestatis, se l'è ricordato al volo, ancora non gli compete.
mercoledì 26 maggio 2010
Che le balle ancor le girano [reprise con i comunque al seguito]
Stamattina, alla radio, Presta e Dose facevano ballare sfaccendati milanesi in piazza San Babila al ritmo del sirtaki, giusto per fare un po' di prove pratiche di Grecia in vista dei tempi rosei che ci attendono. Se non fosse che la feta mi fa anche un po' schifo, la prenderei per questa sera. Magari una parmigiana di melanzane può passare per moussaka impoverita.
Comunque i milanesi di Piazza San Babila erano sfaccendati by definition solo perché io ero troppo affaccendata per passare a vedermi i conigli in piazza. Rosicamento, si chiama.
Nel frattempo, abbiamo scoperto che il baratro è a meno di un passo, dopo averci raccontato per mesi che no, noi stavamo meglio degli altri. E morire se qualcuno dall'opposizione glie lo fa notare. Perché poi sarà anche vero che lui, papi-chulo, non era d'accordo, però alla fine anche nascondendosi dietro a Tremonti il risultato è uno solo: ha mentito. Un'altra volta. L'ennesima. Altrove forse lo avrebbero fermato alla prima. A noi ci piace farci del male. Tanto tanto male.
Comunque bugiardo lui, bugiardi gli amichetti suoi, che cercano di far mentire anche le carte, con una spudoratezza che davvero non ha eguali.
E sempre nel frattempo, si sono accorti che i bamboccioni nun ja fanno, perché senza lavoro, pur'anche con una laurea in tasca, fuori di casa non ci si va. E visto che di fondi per renderli indipendenti, questi poveri figli, lo Stato non ne ha più, meglio raccomandarsi alla santa pazienza dei genitori. Che già lo sapevano, eh.
E comunque l'infante col doppio nome e il cognome che inizia per B. è turbato. Non ci ha più la culla sull'oceano e vuoi mettere che trauma. C'è solo da sperare che non lo scagionino, il papi Flavio.Capace di accollare allo Stato, e a noi di converso,le spese della psicoterapia per il poppante e la di lui mamma. Che io è proprio con lei che mi immedesimo. Sai com'è.
Comunque finale: A fine anno forse cambiamo definitivamente sede. Per la prima volta in quindici anni è vicina a casa mia. Ma vicina vicina. Sette chilometri, per capirci.Speriamo di durare fino ad allora.
Comunque i milanesi di Piazza San Babila erano sfaccendati by definition solo perché io ero troppo affaccendata per passare a vedermi i conigli in piazza. Rosicamento, si chiama.
Nel frattempo, abbiamo scoperto che il baratro è a meno di un passo, dopo averci raccontato per mesi che no, noi stavamo meglio degli altri. E morire se qualcuno dall'opposizione glie lo fa notare. Perché poi sarà anche vero che lui, papi-chulo, non era d'accordo, però alla fine anche nascondendosi dietro a Tremonti il risultato è uno solo: ha mentito. Un'altra volta. L'ennesima. Altrove forse lo avrebbero fermato alla prima. A noi ci piace farci del male. Tanto tanto male.
Comunque bugiardo lui, bugiardi gli amichetti suoi, che cercano di far mentire anche le carte, con una spudoratezza che davvero non ha eguali.
E sempre nel frattempo, si sono accorti che i bamboccioni nun ja fanno, perché senza lavoro, pur'anche con una laurea in tasca, fuori di casa non ci si va. E visto che di fondi per renderli indipendenti, questi poveri figli, lo Stato non ne ha più, meglio raccomandarsi alla santa pazienza dei genitori. Che già lo sapevano, eh.
E comunque l'infante col doppio nome e il cognome che inizia per B. è turbato. Non ci ha più la culla sull'oceano e vuoi mettere che trauma. C'è solo da sperare che non lo scagionino, il papi Flavio.Capace di accollare allo Stato, e a noi di converso,le spese della psicoterapia per il poppante e la di lui mamma. Che io è proprio con lei che mi immedesimo. Sai com'è.
Comunque finale: A fine anno forse cambiamo definitivamente sede. Per la prima volta in quindici anni è vicina a casa mia. Ma vicina vicina. Sette chilometri, per capirci.Speriamo di durare fino ad allora.
lunedì 24 maggio 2010
Ipazzari - ovvero i cazzari con l'iPad
Considerato che ci avevano già l'iPhone, che ci avevano i notebook Hp di ultimissimissimissimissima generazione, e tutta una serie di altri che che in questo momento non mi vengono in mente, in effetti ai parlamentari europei mancava proprio l'iPad. E considerando il numero di portaborse che ciascuno si porta appresso, ci vuole una bella faccia tosta a definire cumbersome il pc.
Spero comunque che i 4,3 milioni di sterline che [ci]costerà il fantasmagorico It mobility project non siano solo per gli iPad. Perché se l'aritmetica non è una opinione - e sono quasi certa che non lo sia - 4,3 milioni diviso 500, che è il costo unitario di ciascuna tavoletta, fa 8600 tavolette. Tolti i 736 parlamentari, i settemilaottocentoerotti iPad in più a chi dovrebbero andare?
Spero comunque che i 4,3 milioni di sterline che [ci]costerà il fantasmagorico It mobility project non siano solo per gli iPad. Perché se l'aritmetica non è una opinione - e sono quasi certa che non lo sia - 4,3 milioni diviso 500, che è il costo unitario di ciascuna tavoletta, fa 8600 tavolette. Tolti i 736 parlamentari, i settemilaottocentoerotti iPad in più a chi dovrebbero andare?
Varia [Dis]Umanità
Ovvero, quel che di Las Vegas mi era rimasto da dire.
Che poi aveva ragione G. quando mi diceva che comunque io Las Vegas avrei dovuto vederla, giusto per farmi un'idea. Perché se te la raccontano non è la stessa cosa che toccar da vicino quel tripudio supersize ricostruito. Rifatto. Come le donne siliconate che caracollano in branchi su tacchi vertiginosi che non san portare, inguainate in vestiti dagli improbabili colori e dagli impossibili tessuti. Ras la moule, naturalmente. Mercanzia in bella vista, per uomini distratti, che si trascinano da un locale all'altro gonfi di birra in cerca della prossima slot machine. Dove troveranno mai il tempo e il modo per incontrarsi e sposarsi in una qualsiasi delle chapels della città resta per me un mistero.
Comunque il grand tour degli alberghi l'ho fatto e confermo: al Venetian i finti gondolieri e le finte gondoliere cantano O Sole Mio. Al New York New York c'è pure Little Italy e al Bellagio, se è pur vero che di George non c'è nemmeno traccia, il soffitto resta pur sempre rivestito di fiori di vetro.
Le slot machine sono in funzione dalla mattina alla sera, ma temo che l'elettronica abbia cancellato la poesia. Non funziona come nei film, cioè. Non c'è nessuno che gira con i bicchieri stracolmi di monetine e manca il gesto mistico del tirare la leva, aspettando il tintinnio della vincita. Adesso si preme un bottone. E se si è vinto, lo si scopre dal voucher di fine serata.
All'angolo della strada, signori un po' in età promettono donne directly in your room nel giro di mezz'ora e il mobile bar in stanza offre noccioline, coca cola, superalcolici di varia gradazione, preservativi, lubrificanti e antisettici. Never seen before.
Benvenuti a Sin City, si legge qui e là. Un Sin dozzinale, fatto di gals-gals-gals, tette al vento e culo in fuori, di bevande supersize e di notti spese tra luci colorate e aria condizionata: un altro giro e via, prima o poi la fortuna arriverà. Quasi triste, dietro la crosta luccicante.
Che poi aveva ragione G. quando mi diceva che comunque io Las Vegas avrei dovuto vederla, giusto per farmi un'idea. Perché se te la raccontano non è la stessa cosa che toccar da vicino quel tripudio supersize ricostruito. Rifatto. Come le donne siliconate che caracollano in branchi su tacchi vertiginosi che non san portare, inguainate in vestiti dagli improbabili colori e dagli impossibili tessuti. Ras la moule, naturalmente. Mercanzia in bella vista, per uomini distratti, che si trascinano da un locale all'altro gonfi di birra in cerca della prossima slot machine. Dove troveranno mai il tempo e il modo per incontrarsi e sposarsi in una qualsiasi delle chapels della città resta per me un mistero.
Comunque il grand tour degli alberghi l'ho fatto e confermo: al Venetian i finti gondolieri e le finte gondoliere cantano O Sole Mio. Al New York New York c'è pure Little Italy e al Bellagio, se è pur vero che di George non c'è nemmeno traccia, il soffitto resta pur sempre rivestito di fiori di vetro.
Le slot machine sono in funzione dalla mattina alla sera, ma temo che l'elettronica abbia cancellato la poesia. Non funziona come nei film, cioè. Non c'è nessuno che gira con i bicchieri stracolmi di monetine e manca il gesto mistico del tirare la leva, aspettando il tintinnio della vincita. Adesso si preme un bottone. E se si è vinto, lo si scopre dal voucher di fine serata.
All'angolo della strada, signori un po' in età promettono donne directly in your room nel giro di mezz'ora e il mobile bar in stanza offre noccioline, coca cola, superalcolici di varia gradazione, preservativi, lubrificanti e antisettici. Never seen before.
Benvenuti a Sin City, si legge qui e là. Un Sin dozzinale, fatto di gals-gals-gals, tette al vento e culo in fuori, di bevande supersize e di notti spese tra luci colorate e aria condizionata: un altro giro e via, prima o poi la fortuna arriverà. Quasi triste, dietro la crosta luccicante.
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