domenica 6 novembre 2011
venerdì 8 luglio 2011
Qualunquemente
Ovvero, considerazione da cappuccino e brioche.
Perché a me nessuno, e giuro nessuno, ha mai offerto aggratis l'utilizzo di un appartamento il cui affitto costa la modifca cifra di 8500 euro al mese? (Esattamente come nessuno, e giuro nessuno, mi ha mai comprato non solo un attico vista Colosseo, ma nemmeno un capanno per gli attrezzi a mia insaputa?).Dice il proverbio, Il bel rendere fa il bel prestare.
giovedì 7 luglio 2011
SPQI - Sono Pazzi Questi Inglesi
Oggi Repubblica, complice una mezza giornata di sole, li fotografa così, nel pieno delle loro performance. Ma ieri, in Trafalgar Square, il sole non c'era. Però anche io mi sono cimentata nel reportage via cellulare. E li ho fotografati nel pieno del loro stoicismo. Giuro, i materassini grondavano dell'acqua che non riuscivano più ad assorbire e i panini che qualcuno addentava erano "fracichi", come credo si dica a Roma. Il tutto già da qualche giorno, in attesa della fatidica Premiere. Quella che conclude la saga anche al cinema. Un po' li ho invidiati, confesso. A parte i reumatismi, va da sé.
mercoledì 6 luglio 2011
[Indian] English Summer
Mettiamola così. A Londra fa freddo. Oggi, 5 luglio 2011, fa freddo. E piove di stravento. Per chi arriva dal 300 per cento di umidità di Milano non esattamente un toccasana. Soprattutto se accompagnato da ore di aria condizionata a manetta che mi vien da chiedergli se lo fanno per ritardare la formazione di rughe o se nelle meeting room nascondono qualche cadavere dietro il tendaggio.
Comunque questo posto è tremendamente kitsch. Passi per i lettoni che ci vuole la scaletta per arrivare al materasso, passi per le poltroncine finto Chippendale che occhieggiano qua e là, passi pure la testa di cavallo in bronzo che troneggia sulla cassettiera in stanza. Il pezzo grosso è la meeting room. "Gli incontri si terranno nella Gladstone Library" si legge pomposamente sul programma. E in effetti la stanza poteva essere la biblioteca di un qualche circolo moooolto nobile e moooolto snob: boiserie lungo le quattro pareti, tavoli tondi e poltroncine, e libri, libri, libri su tutti gli scaffali. Tanti libri, tantissimi libri.
Finti.
Finti! Sono semplicemente delle modanature decorate, che corrono lungo ogni scaffale. Roba che neanche all'Ikea credo si usi più.
Comunque il tramezzino al cetriolo a pranzo troneggiava sui vassoi, così come i biscotti al burro per il te del pomeriggio. Ho visto anche della birra scura circolare prima di cena, ma io, questa volta, ho svicolato con eleganza. La presenza di una amica a Londra in questi stessi giorni mi ha offerto una ben più piacevole alternativa alle classiche domande su Mr.B. e i suoi amici. E non me la sono lasciata sfuggire.
Comunque questo posto è tremendamente kitsch. Passi per i lettoni che ci vuole la scaletta per arrivare al materasso, passi per le poltroncine finto Chippendale che occhieggiano qua e là, passi pure la testa di cavallo in bronzo che troneggia sulla cassettiera in stanza. Il pezzo grosso è la meeting room. "Gli incontri si terranno nella Gladstone Library" si legge pomposamente sul programma. E in effetti la stanza poteva essere la biblioteca di un qualche circolo moooolto nobile e moooolto snob: boiserie lungo le quattro pareti, tavoli tondi e poltroncine, e libri, libri, libri su tutti gli scaffali. Tanti libri, tantissimi libri.
Finti.
Finti! Sono semplicemente delle modanature decorate, che corrono lungo ogni scaffale. Roba che neanche all'Ikea credo si usi più.
Comunque il tramezzino al cetriolo a pranzo troneggiava sui vassoi, così come i biscotti al burro per il te del pomeriggio. Ho visto anche della birra scura circolare prima di cena, ma io, questa volta, ho svicolato con eleganza. La presenza di una amica a Londra in questi stessi giorni mi ha offerto una ben più piacevole alternativa alle classiche domande su Mr.B. e i suoi amici. E non me la sono lasciata sfuggire.
domenica 3 luglio 2011
Big Jim
Io non riesco, né in fondo voglio, a pensare come sarebbe Jim Morrison se fosse ancora vivo. E se anche lo fosse, se anche fossero vere le leggende della sua fuga, non posso che ringraziarlo. Perché la sua immagine è quella lì. Quella con la quale sono cresciuta. Perché è vero che quando morì, io di anni ne avevo nove, ma è vero anche che la sua musica e le sue immagini mi hanno accompagnato per anni e anni e anni. Ce le studiavamo le canzoni, le copiavamo dai libri e dalle copertine dei dischi, quelli in vinile, perché Internet non c'era e nemmeno gli iPod. Così studiavamo, Poor Otis dead and gone
/ Left me here to sing his song / Pretty little girl with the red dress on / Poor Otis dead and gone e ci esercitavamo in quel piccolo scioglilingua del Yeah, back down, turn around slowly / Try it again, remembering when. Perché le cantavamo in macchina, nei parchetti con la chitarra, con quelle cassette che giravano e giravano all'infinito, finché il nastro non si sfiniva. E diventati grandi siamo andati anche noi al Père-Lachaise a cercare quella tomba, in quel rituale che ci portava seduti in cerchio, in mezzo ad altri ragazzi di ogni parte del mondo, a cantare di nuovo le canzoni del Jim, che ancora oggi so tutte a memoria. E ancora oggi, 40 anni dopo, l'attacco delle tastiere di Ray Manzarek mi fa sorridere, e se lo sento al mattino lo prendo come portafortuna per la giornata.
giovedì 30 giugno 2011
Agone
Va bene, fa caldo. Tanto. Per lo meno qui a Milano. Però siamo a fine giugno e vorrei vedere se facesse freddo. Ieri poi il temporale e bla bla e bla bla e bla bla.
Ho finito di parlare del tempo. Giuro.
Gareggerà anche nel pomeriggio. La gara è alle sei e mezza , ma gli atleti son convocati per le quattro. Questa sì che è una disdetta, mica il piazzamento. Tutta la squadra è in campeggio, tra tende, camper e bungalow. La preparazione atletica risentirà del cialtronamento notturno, in compenso si divertiranno da matti. Che poi è quel che conta davvero.
Ho finito di parlare del tempo. Giuro.
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Ieri era il mio compleanno e ed è vero che non ho proprio tutta questa voglia di pensare che i prossimi sono cifra tonda. Quella cifra tonda. Però l'effetto domino su facebook mi ha fatto sorridere. Non si tratta solo della marea di messaggi pubblici e privati, che sarei ipocrita a dire che non mi han fatto piacere. Il punto è stata l'accoglienza che mi è toccata arrivando a un pranzo di lavoro. Perché trovarmele lì, con il bicchiere in mano, persone che normalmente non hanno la più pallida idea della mia data di nascita, mi ha dato la misura dell'effetto portierato di faccialibro. Imbarazzante. Per fortuna che per dessert c'era la frutta, se no mi sarebbe toccata la candelina sulla torta.*******
Una delle figlie è partita ieri per i campionati italiani. Nella sua prima gara, oggi, è arrivata trentaduesima su trentaquattro. Al telefono ho sfoderato il miglior repertorio, quello da manuale di psicopedagogia: che comunque sono gli italiani, che comunque si confronta con le migliori atlete della categoria, che l`importante è partecipare. Mi ha bloccato. Mamma ti lascio che vado in spiaggia a fare bagno. Quello che si chiama spirito agonistico.Gareggerà anche nel pomeriggio. La gara è alle sei e mezza , ma gli atleti son convocati per le quattro. Questa sì che è una disdetta, mica il piazzamento. Tutta la squadra è in campeggio, tra tende, camper e bungalow. La preparazione atletica risentirà del cialtronamento notturno, in compenso si divertiranno da matti. Che poi è quel che conta davvero.
Passo e chiudo.
lunedì 27 giugno 2011
Do it Yourself
Uno dovrebbe concedersi il tempo di leggerlo, lo spam.
Perché regala suggestive sorprese.
Perché regala suggestive sorprese.
Come questa:
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