lunedì 9 febbraio 2009

Di bell'aspetto

Ascoltando in questi giorni le farneticazioni su una Eluana di bell'aspetto, che insomma, se non fosse un po' impedita a lasciare quel letto, forse ci si potrebbe anche pensare per un futuro ruolo di min[e]istrina, mi è tornato in mente il "guarda com'è bella" della mia amica Silvia, davanti a sua madre addormentata per sempre dopo mesi e anni di dolori indicibili. 
Un "com'è bella" pieno d'amore, che spingeva lo sguardo oltre il corpo straziato, oltre il viso scavato e che tornava a vedere la bellezza nella quiete del nulla più.
Quella bellezza che resta invisbile agli occhi e soprattutto al cuore di chi mai come in questi giorni ha parlato senza testa e senza anima. 

Del percorso un po' comsì e un po' comsà

Mi ricordo che ci ho messo un po', da bambina, a capire da dove arrivasse quel comme ci comme ça. Perchè poi lo pronunciavi comsìcomsà tutto attaccato che sembrava anche una filastrocca, mica una cosa seriosa come te la spiegava l'insegnante di francese alle medie. Un po' come l'ambaradàn, che assomigliava tanto a un abbracadabra, fino a che la targa a un angolo di strada mi ha costretta ad aggiungere un altipiano etiope alle mie conoscenze geografiche. 
Divago, come al solito. Il punto è che davvero non so decidermi al salto e zompetto indecisa tra qui e là. Che alla fine mi vien da tenerli tutti e due. Forse basterebbe deciderne la destinazione d'uso. Forse. 


p.s. Il post precedente finirà anche di là. In realtà avevo promesso una "relazione" a qualcuno che a questo spazio non è ancora arrivato. E' una eccezione, che dovrebbe confermare, ampiamente, la regola. 

venerdì 6 febbraio 2009

Libro.maniac

A guardarmi un po' da fuori, devo dire che un po' ridicola mi ci sentivo. Perchè io a quell'incontro lì non ci sono andata come si va a un appuntamento di lavoro. Anzi, in realtà ero anche un po' in difficoltà, come quando sai che dovresti fare quella distaccata-obiettiva-e-pressochè-indifferente, ma sei perfettamente consapevole che tutto riuscirai a essere fuor che neutrale. E ho rotto anche le scatole alle organizzatrici per strappare quei cinque minuti faccia a faccia, conscia del fatto che quello che avevo da chiedergli lo avrei potuto anche domandare pubblicamente, e in fondo volevo solo dirgli grazie. E va bene, che non stiamo mica parlando del Mahatma, per me Anobii è stato davvero amore a prima vista. Un invito a giocare al gioco delle infinite possibilità. Il domino senza fine. E poi uno può anche fare della facile e grassa ironia su alcune mie manie. Pas des problemes. Di chiunque, sono certa, posso rispondere che quella mia per i libri fa pari e patta con un'altra che "affligge" lui.
Detto questo, lui, Greg Sung, è esattamente come iconografia vuole. Giovane, non ha trent'anni ma in fondo ne potrebbe anche avere qualcuno in meno, easy, con le sue scarpe da tennis e la camicia viola, probabilmente simpatico. Ti dà l'aria di quello che ha iniziato per gioco e ha scoperto che il gioco poteva anche diventare grande. Come un ohibò davanti a qualcosa di inatteso. E adesso, in effetti, il gioco diventa business, il business diventa lavoro e allora arriva anche la parte un po' più noiosa. Tipo il dover parlare di soldi. Tipo il dover ragionare di sostenibilità. Tipo, mi immagino io, il dover fissare quel paio di paletti che a qualcuno potranno sembrare ostacoli: niente pubblicità e quel genuinità ripetuto così tante volte da sembrare un mantra. Perchè, ecco, quello del businessman è un vestito che sembra stargli ancora un po' larghino. E non nomina nemmeno una volta il revenue share, nonostante è da lì che arriveràla famosa sostenibilità. Alla fine lui sembra proprio quel che racconta di essere. Uno che si è alzato una mattina curioso di sapere chi a Hong Kong avesse letto il suo stesso libro, uno che si affanna per trovare il sistema per evitare di metterci secoli a inserire i libri senza ISBN (è quasi pronto!), uno che come te si addormenta con il profumo delle pagine stampate sul cuscino. 

mercoledì 4 febbraio 2009

La fortuna di Mademoiselle Tatin

Va beh, lei innamorata e distrattissima, mise prima le mele sul fondo della tortiera, poi la pasta. E passò ai posteri. Io, pur consapevole che la giornata di oggi mi avrebbe regalato un paio d'ore secche sui mezzi pubblici, dimentico il libro in macchina. Il primo tratto fino a porta Garibaldi lo dedico alle email. In fondo anticipo solo ciò che comunque mi toccherebbe a sera. Ma la Feltrinelli, aperta per di più, in stazione diventa richiamo irresistibile per l'acquisto di impulso. Erri De Luca. Il giorno prima della felicità.
[...]Scrivere era una pittura, si intingeva il pennino, si facevano cadere gocciole finchè ne restava una e con quella si riusciva a scrivere una mezza parola. Poi si intingeva di nuovo. Noi della povertà asciugavamo il foglio con il fiato caldo. Sotto il soffio, il blu dell'inchiostro tremava cambiando colore. Gli altri asciugavano con la carta assorbente. Era più bella la nostra mossa che faceva vento sopra il foglio steso. Invece gli altri schiacciavano le parole sotto il cartoncino bianco. [...]
Io mi ci perdo... Che fortuna la distrazione.

martedì 3 febbraio 2009

Non di solo lessico

E se proprio vogliamo dirla tutta, l'opposto di cattivo non è buonista. 

[Ogni altra considerazione rischia di avere i toni del superfluo. In ogni caso, la cattiveria non è un esercizio di stile. Semplicemente è. Innata. L'esercizio è contenerla, semmai. Alla bontà, invece, si può solo sperare di tendere.]

domenica 1 febbraio 2009

Alta e Bassa Fedeltà

Che poi, se proprio di musica e categorie si vuol parlare, l'unico punto di riferimento certo e valido è Rob Fleming. Che è un po' l'emblema del fa come ti pare, ma con una logica ferrea sottostante. Di fatto, la musica o la suddividi in ordine alfabetico, oppure la suddividi in ordine cronologico. A dire il vero c'è anche l'opzione di un ordinamento cronologico costruito non sull'anno di uscita di un disco, ma sul momento del suo acquisto. Così dovrai ben spiegare, per lo meno a te stesso, cosa ti ha spinto a comprare i Led Zeppelin dopo i Talking Heads, e perchè quel disco dei Metallica fa capolino nella tua collezione in mezzo a due dei Brand X. Ovviamente non potrai mai permettere a nessuno di mettere zampa nella tua raccolta, ma questo non è necessariamente un male.

Il sistema più diabolico ho però scoperto essere quello adottato in Esselunga. Lì i cd non sono esposti sullo scaffale in ordine alfabetico, e nemmeno in base alla convenzionale suddivisione tra artisti-italiani-artisti-stranieri. No. In fondo sarebbe troppo semplice. In Esselunga l'offerta cd comprende solo 100 titoli: i primi cento in classifica. Rigorosamente esposti seguendo l'ordine di arrivo: la top ten in bella mostra, gli altri a seguire. Come dire, facile e intuitivo. 

Spiazzante/Spiazzata

La discussione, come spesso accade, parte dal nulla. Dalle domande sul niente della serie tu-come-definiresti-la-musica-di-tizio-e-quella-di-caio e che si diramano in un'infinita serie di distinguo, che approdano all'unica logica conclusione: che necessità c'è di trovare per forza una definizione, una casella rassicurante nella quale collocare qualcosa o qualcuno?
Appunto.
Ce ne ricorderemo, la prossima volta che avrai qualcosa da ridire sull'ordine della nostra camera, mamma.