In ritardo, lo so, ma non credo che si timbri un cartellino, vero?
Il blog che segnalo questa settimana l'ho conosciuto grazie alle frequentazioni di Dantés e Poison.
E' un blog per appassionati di cinema, di musica, di serie televisive, di cultura pop nel senso lato del termine: Pensieri Cannibali.
L'autore è giornalista, blogger, ma soprattutto appassionato e basta dare un'occhiata al blog per capire che non scrittura occasionale si tratta.
Al di là della ripartizione in rubriche, sempre comoda per leggere ciò che più interessa, due sono per me le sezioni "cult" di questo blog: Le Top 10 cannibali (Rob Fleming non solo ha lasciato il segno ma raddoppia pure) e Blog Wars, la disfida a colpi di classifiche e recensioni con il "rivale" (si fa per dire) WhiteRussian.
Se vi piace il genere, io un giro ve lo consiglio.
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domenica 1 giugno 2014
venerdì 30 maggio 2014
Pettegolezzi
Va bene, lo dico. A me questa cosa Quentin Tarantino e Uma Thurman insieme 20 anni dopo fa quasi commuovere. E' che ci ho l'animo romantico, in fondo.
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martedì 7 gennaio 2014
Gadget
L'armadio al quale ho messo finalmente mano è il classico refugium peccatorum nel quale chiunque in casa ripone infila ammassa tutte quelle cose che non hanno una collocazione precisa, ma che prima o poi vengono buone. Tanto buone che alcune di loro giacciono indisturbate in quel nascondiglio per anni.
Così, nel fare la cernita, sono emerse graziose scatole di latta o legno, nastri, forbici con le lame sagomate, formine per i lavori in pasta di sale, passamanerie, e magliette. Tante magliette. Quelle promozionali, che spesso le aziende regalano nel corso di eventi o conferenze. E poiché di aziende americane spesso si tratta, sono confezionate in taglie pressoché improponibili per noi, a meno di non utilizzarle come miniabiti o camicie da notte. Quelle che mi arrivano in taglia XL o superiore trovano la loro naturale destinazione da un amico muratore, di stazza possente, che ne apprezza la qualità del cotone.
Le altre restano nell'armadio, pronte per essere indossate come abiti da lavoro, quando è ora di grandi pulizie, di giardinaggio, di lavaggio macchine, di imbiancatura.
Passandole in rassegna, ho scovato le magliette del lancio di Windows 95, 98, Xp. Una di Ibm, quando presentò Os/2 Warp (1994, non so se mi spiego). Le t-shirt di Brother, quando utilizzava Fred Flintstone e gli Antenati per raccontare quanto fossero innovative le sue stampanti, quelle di 3Com, di Palm e ancora quella bellissima di Santa Cruz Operation, con un piccolo alieno verde sprofondato in poltrona.
Molte di queste aziende oggi non ci sono più, acquisite o semplicemente uscite di scena.
E devo dire che mi fa effetto pensare che i loro gadget sono sopravvissuti alla loro storia.
Così, nel fare la cernita, sono emerse graziose scatole di latta o legno, nastri, forbici con le lame sagomate, formine per i lavori in pasta di sale, passamanerie, e magliette. Tante magliette. Quelle promozionali, che spesso le aziende regalano nel corso di eventi o conferenze. E poiché di aziende americane spesso si tratta, sono confezionate in taglie pressoché improponibili per noi, a meno di non utilizzarle come miniabiti o camicie da notte. Quelle che mi arrivano in taglia XL o superiore trovano la loro naturale destinazione da un amico muratore, di stazza possente, che ne apprezza la qualità del cotone.
Le altre restano nell'armadio, pronte per essere indossate come abiti da lavoro, quando è ora di grandi pulizie, di giardinaggio, di lavaggio macchine, di imbiancatura.
Passandole in rassegna, ho scovato le magliette del lancio di Windows 95, 98, Xp. Una di Ibm, quando presentò Os/2 Warp (1994, non so se mi spiego). Le t-shirt di Brother, quando utilizzava Fred Flintstone e gli Antenati per raccontare quanto fossero innovative le sue stampanti, quelle di 3Com, di Palm e ancora quella bellissima di Santa Cruz Operation, con un piccolo alieno verde sprofondato in poltrona.
Molte di queste aziende oggi non ci sono più, acquisite o semplicemente uscite di scena.
E devo dire che mi fa effetto pensare che i loro gadget sono sopravvissuti alla loro storia.
mercoledì 16 ottobre 2013
Un mercoledì da leoni [+ o -]
Non c'è paragone tra la corrente di amore che in questi giorni sta accompagnando dentro e fuori la Rete (quella con la R maiuscola) il saluto terreno a un uomo che sapeva davvero sorridere con il cuore e tutto quanto si sta invece muovendo dopo la morte di chi si è sempre sottratto alle sue responsabilità, negandole, e oggi nessuno vuole.
E nella mia ingenuità, mi piace pensare che entrambi riescano a capire cosa sta succedendo qui, e sorrida, l'uno, del bene che ha lasciato e che oggi abbraccia la sua famiglia, e l'altro senta il disprezzo di chi non può, né vuole, dimenticare.
Sfogo concluso, giuro.
Anche se domani mi tocca il passaggio più difficile, lavorativamente parlando, di questa settimana, per lo meno lo so che partirò col piglio giusto.
In primo luogo perché oggi ho firmato il contratto, assicurandomi (compatibilmente con i chiari di luna attuali) altri 365 giorni di continuità lavorativa. Non che fossi in ansia, ecco, però adesso sono più tranquilla. E comunque ha premiato proprio il don't panic che mi sono imposta. Ho accuratamente evitato di pensare, di ricordarmi, di appuntarmi la scadenza imminente, scegliendo di fidarmi di chi stava seguendo la cosa. E ha funzionato. Per fortuna.
E poi, ed è questo il secondo motivo di ottimismo, settimana prossima ricomincia il cineforum. Che io lo so che tra passaggio al digitale, e difficoltà nel lavorare con il Comune la questione non è stata semplice. Però mi mancava. E in fondo sì, qui l'ansia l'avevo che potesse non andare in porto o che potesse passare in mano a qualcun altro diverso da chi ha lavorato negli ultimi anni.
E invece ala fine si parte.
Il programma pare sia ancora top secret, ma qui si compra a scatola chiusa.
Da quel poco che son riuscita a intuire si parte con Albanese, per poi passare a Rush. Gloria e Bling Ring sono in cartellone, questo lo so. Quando, chissà.
Quindi domani ce la posso fare.
Ho detto.
E nella mia ingenuità, mi piace pensare che entrambi riescano a capire cosa sta succedendo qui, e sorrida, l'uno, del bene che ha lasciato e che oggi abbraccia la sua famiglia, e l'altro senta il disprezzo di chi non può, né vuole, dimenticare.
Sfogo concluso, giuro.
Anche se domani mi tocca il passaggio più difficile, lavorativamente parlando, di questa settimana, per lo meno lo so che partirò col piglio giusto.
In primo luogo perché oggi ho firmato il contratto, assicurandomi (compatibilmente con i chiari di luna attuali) altri 365 giorni di continuità lavorativa. Non che fossi in ansia, ecco, però adesso sono più tranquilla. E comunque ha premiato proprio il don't panic che mi sono imposta. Ho accuratamente evitato di pensare, di ricordarmi, di appuntarmi la scadenza imminente, scegliendo di fidarmi di chi stava seguendo la cosa. E ha funzionato. Per fortuna.
E poi, ed è questo il secondo motivo di ottimismo, settimana prossima ricomincia il cineforum. Che io lo so che tra passaggio al digitale, e difficoltà nel lavorare con il Comune la questione non è stata semplice. Però mi mancava. E in fondo sì, qui l'ansia l'avevo che potesse non andare in porto o che potesse passare in mano a qualcun altro diverso da chi ha lavorato negli ultimi anni.
E invece ala fine si parte.
Il programma pare sia ancora top secret, ma qui si compra a scatola chiusa.
Da quel poco che son riuscita a intuire si parte con Albanese, per poi passare a Rush. Gloria e Bling Ring sono in cartellone, questo lo so. Quando, chissà.
Quindi domani ce la posso fare.
Ho detto.
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mercoledì 24 luglio 2013
Royal...isme
Confesso. Sì, lo confesso qui, così gioco d'anticipo e nessuno ne abbia a male.
Ho chiesto alla figlia del mio collega, che sta trascorrendo una vacanza studio a Londra proprio in questi giorni, di portarmi a casa un gadget del Royal Baby. Il magnete per il mio frigorifero ormai straboccante sarebbe l'ideale.
Però anche i Royal Biscuits promettono di essere interessanti.
Sempre adorato gli inglesi per la loro capacità di essere trash. Questa non me la posso davvero perdere.
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UK
lunedì 1 luglio 2013
150 in tre
Il conto è presto fatto.
51 + 50 + 49
Fanno 150.
Centocinquanta anni in tre. E io sono la prima. Sorvolo sullo sguardo ironico delle mie figlie quando sono uscita per la nostra tradizionale cena di compleanno. Come se non ci vedessimo o sentissimo più volte nella settimana. Ma è un piccolo rituale solo nostro, al quale nessuna intende sottrarsi. Nonostante ormai la cena delle ragazze si sia trasformata nella cena delle carampane.
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