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martedì 3 giugno 2014

Cercansi Amarene Disperatamente

In attesa che il durone di Vignola e le Ferrovia di Cerignola raggiungano un prezzo tale da non richiedere l'accensione di un mutuo, qualcuno mi può di grazia dire dove si comprano oggi le amarene?
Cos'è? Non si coltivano più? Sono sparite dai giardini, dai campi e - cosa ancor grave per chi come me non abita certo in zone rurali - dai mercati. Non ì che devo affidarmi al Wwf delle piante per poterle riassaggiare vero?


giovedì 29 maggio 2014

Piccole attese che danno soddisfazione


Lo aspettavo. L'ultimo libro di Murakami Aruki lo aspettavo proprio. Perché anche se a me la trilogia di IQ84 era piaciuta, è pur vero che faccio fatica a collocarla in cima alla sua produzione.
Per questo, il nuovo L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio lo aspettavo con la stessa ansia con cui si attende un amico dopo tanto che non ci si vede. E con lo stesso piacere l'ho letto.
Perché poi è un romanzo che parla di amicizia e dell'irrisolto che ognuno di noi, in quel pellegrinaggio che in fondo è la vita, si porta dietro. E di come prima o poi il momento arrivi perché l'irrisolto diventi risolto, per poter finalmente voltare pagina. Bentornato Murakami.



Ed è con la stessa trepidazione che aspettavo il ritorno di Salvo. Sì, lui. Montalbano. Da settimane cercavo nei vari blog dedicati al mondo dei libri tracce di una possibile data di pubblicazione, salvo leggerla lì, nero su bianco, dopo il Salone del Libro: 29 maggio. E non appena è stato prenotabile, l'ho prenotato.
Così, ieri sera, ho aspettato la mezzanotte come si aspetta Gesù Bambino a Natale, giusto il tempo di vedere la rotellina girare e... tac, vedere il libro lì, pronto per essere letto.
Il botto del trono fu accussì forti che Montalbano non sulo vinni arrisbigliato scantatizzo di colpo, ma per picca non cadì dal letto per il gran sàvuto che aveva fatto.
Ben tornato commissario.

venerdì 23 maggio 2014

Il Florilegio del Venerdì

Sono pigra, lo so. Per questo non c'è niente di meglio di un gioco per convincermi a tornare assidua nello scrivere. Questa volta Ody - adoro chi ha inventiva - suggerisce di allargare gli orizzonti. Ovvero proporre ogni venerdì un blog che ci piaccia e, se possibile, che sia un po' al di fuori delle nostre solite cerchie.
Ora - lo so che sono sempre quella dei preamboli, ma devo farli - io di blog ne consulto decine e decine, anche e soprattutto per lavoro. Per questo non è semplicissimo fare la selezione.
Così ho pensato che per il momento proverò a segnalare alcuni blog che mi sembrano particolari e che attengono ai miei interessi: cucina, libri, cinema, musica, politica e via discorrendo.
Fermo restando, naturellement, che i blog che sono segnalati nella colonna qui a destra rappresentano comunque già di per sé una proposta che condivido con chi passa. 


Bene, il preambolone è finito e partiamo con qualcosa di facile: la cucina.



Ehm... Avete presente quanti sono i blog di cucina? Facile: tanti. Troppi. Seri, faceti, prestigiosi, casalinghi, professionali, paludati, monotematici, ideologici e chi più ne ha più ne metta.
Però, se togliamo GialloZafferano, poi dove si va a parare?
Il blog che vi segnalo è curato da due donne, una delle quali conosco da molti anni. Si chiama l'Albero della Carambola e mi è piaciuto fin dall'inizio, a partire dal nome.
Perché? In primo luogo perché è scritto bene. Snobismo? Può darsi. Però mi piace anche l'idea di leggere senza troppi sobbalzi. E poi perché parla di cucina, ma soprattutto di gusto, di amore, di passione. Perché parla di cibo e di viaggi. Di cibo e di persone. Di cibo e di luoghi.
E poi perché mi regala un sacco di idee soprattutto quando ne sono sprovvista.
Basta, vero, per farvi venire un po' di curiosità?