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martedì 25 novembre 2014

Best Before... / Preferibilmente entro...

No, non usava mettere la data di scadenza sul fondo delle confezioni all'epoca. Ed è per questo che questa scatola ha attraversato indenne traslochi e credenze. Passando da casa mia nonna a quella di mia madre. Pronta a saltar fuori questa mattina, mentre arrampicata sulla scaletta cercavo di trovare qualcosa che lei (la mamma) non ricordava più dove fosse finita.
Ora, il qualcosa che lei cercava non si è trovato. Lo zucchero a quadretti invece sì. Ovviamente ce ne siamo prese uno a testa. Giusto il tempo di richiudere la scatola e riporla, in attesa della prossima scoperta.


lunedì 10 giugno 2013

I Cibi di Una Volta - Il Lesso

E siamo giunti alla seconda settimana del percorso a tema. E, lo dico, qui si va in discesa.
Perché non è stato facile ammettere pubblicamente quanto io sia inetta nel ruolo di casalinga. Devo anche dire che tanti anni fa, alla nascita della nostra terza figlia, l'amorevole padre riconobbe senza amarezza che la casa non sarebbe stata più pulita o più in ordine se io mi fossi trasformata in massaia e che per questo motivo, considerato quanto amassi e ami ancora il mio lavoro, tanto valeva che io tornassi operosa fuori casa, piuttosto che sapermi infelice con il piumino della polvere in mano.
La cucina e il cucinare però mi piacciono (l'ho già detto forse?), quindi qui mi muovo su un terreno amico.

Il lesso, dunque.
Dobbiamo disquisire se di lesso o bollito vogliamo parlare o possiamo passare oltre, lasciando a ciascuno il piacere dell'uno o dell'altro a seconda delle occasioni?
D'inverno, in casa mia, il bollito si fa spesso, naturalmente d'inverno. Perché piace, soprattutto, perché fa calore, perché tutto sommato nelle pigre domeniche non richiede chissà che manutenzione e dunque consente di dedicarsi al riposo (di cui al post precedente) molto più di quanto non consentano le lasagne, e perché ha come effetto collaterale una buona scorta di brodo da destinare al risotto in una delle sere successive.
Il bollito si mangia caldo fumante, appena il fuoco è stato spento sotto la pentola, ma la carne che avanza si presta a simpatiche rivisitazioni che farebbero buona mostra di sé nel post di mercoledì, quello dedicato agli avanzi.
In genere non mi formalizzo troppo sui tagli di carne: misto va bene, ma alla fine finisco per prendere sempre le qualità che più incontrano il gusto dei commensali.
Non transigo solo quando decido di celebrare il rito del Gran Bollito, che trova la sua apoteosi il giorno di Santo Stefano, quando a casa mia approda una buona quota parte del parentado, reduce dai festeggiamenti della Vigilia e del Natale. Da tempo immemore io li alletto con l'idea del consommé, che però parte dal più classico dei bolliti, lingua e testine inclusi. E chissà perché nessuno si tira indietro.
Dimenticavo. Mi perdoneranno i puristi, ma io evito tutte le salse. La carne si condisce con una grattata di sale e per chi lo desidera un filo di olio a crudo. Al resto ci pensano mostarda e rafano.

sabato 8 giugno 2013

Casalinghitudini Antiche - Visite





Sono di una generazione che non ha conosciuto le visite di cui parlava Colette Rosselli. Quelle in cui ci si preannunciava o ci si invitava con adeguato anticipo, quelle per le quali non ci si poteva presentare - e comunque mai a mani vuote - prima di una certa ora né ci si poteva trattenere dopo un'altra, quelle nel salotto buono di casa, con o senza copertura di cellophane sulle sedie. Grazie al cielo no.
Già per i miei genitori, le visite e gli inviti sono sempre stati quelli del cuore, dettati dal desiderio di incontrare parenti o amici di famiglia più che dal peso della circostanza.
E così è per me. Casa è sempre aperta per amici e parenti e non è raro che amici e parenti si conoscano ormai talmente bene da far si che le condizioni per incontri comuni siano tutt'altro che rare.
Con gli amici, va da sé, la formula è quantomai semplice - "Da noi o da voi?", mentre è chiaro che con i parenti più anziani il riguardo del preavviso sia solo per accertarsi che umore e salute consentano le visite.
Da ragazzi era lo stesso. Mia madre non ha mai posto veti all'andirivieni degli amici, né a inviti a cena improvvisati, e nemmeno, devo dire, veti ci son stati posti dagli altri genitori del gruppo. Ed è forse per questo che ci consideriamo come una grande famiglia allargatissima.
Mia madre ricorda ancora il mese di luglio del 1982, quando lei e il papà partirono per quindici giorni di vacanza lasciando la nonna, che all'epoca aveva 83 anni, alle cure mie e di mio fratello. In realtà ci curavamo a vicenda, ma questa è un'altra storia.
Pensando di fare cosa furba, decisero di rientrare proprio la sera dell'11 luglio, nella certezza di non trovare traffico verso Milano.
Traffico non ne trovarono, in effetti, e quel che videro entrando in casa fu una sala invasa da una ventina di ventenni, la nonna in mezzo seduta in poltrona, e un tifo scatenato al secondo gol di Tardelli e il delirio dopo quello di Altobelli. Il resto è storia, compresa una bandiera cucita lì per lì, e la mitica spaghettata dopo la festa in piazza.
Forse non era una visita convenzionale, secondo l'antico senso del termine. Di certo lo fu a sorpresa.



«Palla al centro per Muller, ferma Scirea, Bergomi, Gentile, evviva è finita! Campioni del mondo, Campioni del mondo, Campioni del mondo!!!» [Nando Martellini - 11 luglio 1982]

p.s. Mi sono resa conto adesso del fatto che noi non vincemmo contro la Germania, bensì contro la Germania Ovest. Quanto tempo è passato eh?

giovedì 6 giugno 2013

Casalinghitudini Antiche - Pulizie di Fondo


Il Leone d'Inverno - Catherne Hepburn - Eleonora d'Aquitania - Leonora dal greco èleos, compassione. Appunto. 

Qualcuno ha i santi in Paradiso. Io ce l'ho in terra. Santa Leonora d'Albania da oltre 10 anni ha preso in mano le redini della mia casa e supplisce a tutto quanto la mia inettitudine e la mia mancanza di tempo mi impediscono di fare.
L'alibi c'è e buono pure: tre figlie, un lavoro a tempo pieno con trasferte frequenti, un marito perennemente in viaggio, davanti a me due scelte, escludendo naturalmente l'opzione di lasciare andare in malora tutto: o mi rassegnavo a fine settimana da incubo, con stracci e aspirapolvere sempre tra i piedi, oppure chiedevo aiuto. E l'aiuto è arrivato.
Lei è meravigliosa. Nel momento stesso in cui le ho dato carta bianca - praticamente il terzo giorno che l'ho vista bazzicare per casa - si è presa cura delle mie cose come io non saprei fare. Ogni tanto trovo i suoi "pizzini": Settimana prossima inizio pulizie di fino - Ho pulito frigorifero e sbrinato congelatore - Le tende sono giù da lavare - Ho cambiato il posto dei piatti perché è più comodo così.
E ha ragione lei, sia chiaro. E' davvero più comodo così.
E poi, diciamocela tutta. Dire alle figlie, Ma insomma, rispettate il lavoro della Leonora! trova orecchie più disponibili che un banalissimo Rispettate la fatica di vostra madre, no?