mercoledì 26 febbraio 2014
Such a Perfect Day
martedì 25 febbraio 2014
Egoismo materno
Farsi la più importante fiera del settore a Barcellona in un giorno e mezzo significa mettere a dura prova piedi, schiena, testa, gambe e braccia.
Ma significa anche mettere un numero sufficiente di chilometri tra sé e le ansie della primogenita laureanda evitando perniciose discussioni a 36 ore dal D-day.
Che infatti è arrivato senza traumi.
Discussione andata.
Proclamazione nel pomeriggio.
P.s. Per Il Signore delle acque: una tesi sul deficit idrico nelle zone irrigue è roba per il tuo palato.
P.p.s. Per gli interessati: resoconto fotografico di Barcellona e ammennicoli da laureanda/laureata a seguire
Ma significa anche mettere un numero sufficiente di chilometri tra sé e le ansie della primogenita laureanda evitando perniciose discussioni a 36 ore dal D-day.
Che infatti è arrivato senza traumi.
Discussione andata.
Proclamazione nel pomeriggio.
P.s. Per Il Signore delle acque: una tesi sul deficit idrico nelle zone irrigue è roba per il tuo palato.
P.p.s. Per gli interessati: resoconto fotografico di Barcellona e ammennicoli da laureanda/laureata a seguire
sabato 22 febbraio 2014
Una Voce (poco fa) - R.I.P.
Ci sono voci che fanno parte di te. Di una certa parte della tua vita. Della tua storia. Di quegli anni in cui il rock era alternative, progressive, ma anche demenziale.
E dopo Freak Antoni fa male pensare che anche Francesco Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso non c'è più.
Davvero male.
giovedì 20 febbraio 2014
Quella Provincia che han Dovuto Inventare
Ha cinque anni di vita, la provincia di Monza e della Brianza. Quell'MB sulle targhe che non so bene quanto abbiamo imparato a conoscere, salvo dimenticarcelo già da quest'anno, quando tutto dovrebbe finire nella grande area metropolitana.
Fatt'è che per chi come me è nato e cresciuto ben prima che persino la provincia di Lodi esistesse come tale, MB è sempre suonato come un posticcio, un tributo pagato ai signori con il fazzoletto verde nel taschino, che a loro volta dovevano scovare un modo per ringalluzzire i sciuri Brambilla con le loro fabbrichette (la e larghissima, mi raccomando) e le loro arie da lavoro, guadagno, pago e pretendo.
I bauscia, in altre parole.
Anzi, i bauscia brianzoli.
Quelli di Arcore, di Lissone, di Montevecchia (buoni i formaggi!), di Verderio.
Di Ornago.
Già, quella Ornago in cui è ambientato l'ultimo film diGabriele Paolo Virzì, Il capitale umano, per il quale tanto si sono arrabbiati sempre i soliti signori con i fazzoletti verdi nel taschino, tanto da presentare denuncia non so bene in nome di chi o cosa.
Perché Fabrizio Bentivoglio, nei panni di Dino Ossola, è davvero un bauscia brianzolo della peggiore specie. Un paninaro mal uscito dai suoi anni e con l'ansia dello status sociale e dei danee che solo i parvenu riescono così bene a incarnare.
Apparentemente meno bauscia, ma uscito dalla stessa scuola del guadagno facile è l'altro Fabrizio, Gifuni, che nel film interpreta Il Bernaschi, affarista senza troppi scrupoli. Il classico tipo con villona in collina, la piscina, il tennis, i camerieri.
E poi ci sono le mogli, i figli, i soci, i vorrei ma non posso, i potrei ma non voglio.
Sì, è vero, Il capitale umano rappresenta uno spaccato raccapricciante della nostra società non necessariamente riscontrabile solo ed esclusivamente in Brianza.
Ma sicuramente molto ben rappresentabile con il normo-tipo del brianzolo, quello che anni di film e filmetti (da Ragazzi della Terza C ai cinepanettoni di vanziniana memoria) hanno dipinto con dovizia di dettagli.
A metterle tutte insieme, le figure maschili non ne fanno una buona.
Si salvano di più le donne. Forse perché amano, e non solo se stesse. Forse perché i loro valori non sono solo quelli economici. Forse perché quando capiscono,danno chiamare le cose con il loro nome. Come Valeria Bruni Tedeschi, moglie del Bernaschi, nell'ultima scena del film: "Avete scommesso sulla rovina di questo paese. E avete vinto”.
Bello, nonostante il tanto (tantotantotantotantotanto) fastidio per alcuni personaggi.
Fatt'è che per chi come me è nato e cresciuto ben prima che persino la provincia di Lodi esistesse come tale, MB è sempre suonato come un posticcio, un tributo pagato ai signori con il fazzoletto verde nel taschino, che a loro volta dovevano scovare un modo per ringalluzzire i sciuri Brambilla con le loro fabbrichette (la e larghissima, mi raccomando) e le loro arie da lavoro, guadagno, pago e pretendo.
I bauscia, in altre parole.
Anzi, i bauscia brianzoli.
Quelli di Arcore, di Lissone, di Montevecchia (buoni i formaggi!), di Verderio.
Di Ornago.
Già, quella Ornago in cui è ambientato l'ultimo film di
Perché Fabrizio Bentivoglio, nei panni di Dino Ossola, è davvero un bauscia brianzolo della peggiore specie. Un paninaro mal uscito dai suoi anni e con l'ansia dello status sociale e dei danee che solo i parvenu riescono così bene a incarnare.
Apparentemente meno bauscia, ma uscito dalla stessa scuola del guadagno facile è l'altro Fabrizio, Gifuni, che nel film interpreta Il Bernaschi, affarista senza troppi scrupoli. Il classico tipo con villona in collina, la piscina, il tennis, i camerieri.
E poi ci sono le mogli, i figli, i soci, i vorrei ma non posso, i potrei ma non voglio.
Sì, è vero, Il capitale umano rappresenta uno spaccato raccapricciante della nostra società non necessariamente riscontrabile solo ed esclusivamente in Brianza.
Ma sicuramente molto ben rappresentabile con il normo-tipo del brianzolo, quello che anni di film e filmetti (da Ragazzi della Terza C ai cinepanettoni di vanziniana memoria) hanno dipinto con dovizia di dettagli.
A metterle tutte insieme, le figure maschili non ne fanno una buona.
Si salvano di più le donne. Forse perché amano, e non solo se stesse. Forse perché i loro valori non sono solo quelli economici. Forse perché quando capiscono,danno chiamare le cose con il loro nome. Come Valeria Bruni Tedeschi, moglie del Bernaschi, nell'ultima scena del film: "Avete scommesso sulla rovina di questo paese. E avete vinto”.
Bello, nonostante il tanto (tantotantotantotantotanto) fastidio per alcuni personaggi.
martedì 18 febbraio 2014
Crisi di Identità
In questo momento sto seguendo un certo numero di progetti che appartengono a rami diversi dell'azienda.
Di conseguenza, sullo schermo del mio pc ci sono aperte le finestre di tre differenti siti di amministrazione, sui quali ho eseguito l'accesso con altrettanti account, di tre canali YouTube, sui quali opero con account diversi, per non parlare delle caselle di posta: personali (una), lavorative (due), di redazione (due).
Ogni tanto, inquietante, arriva il messaggio: "Sembra che tu stia operando con un account diverso da quello con il quale hai effettuato il login. Conferma la tua identità".
Di conseguenza, sullo schermo del mio pc ci sono aperte le finestre di tre differenti siti di amministrazione, sui quali ho eseguito l'accesso con altrettanti account, di tre canali YouTube, sui quali opero con account diversi, per non parlare delle caselle di posta: personali (una), lavorative (due), di redazione (due).
Ogni tanto, inquietante, arriva il messaggio: "Sembra che tu stia operando con un account diverso da quello con il quale hai effettuato il login. Conferma la tua identità".
Già. Chi sono io?
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Umori e malumori
sabato 15 febbraio 2014
Forse non lo sai ma pure questo è amore
- Senti, io lo so che forse non è originale, però ci ho pensato su un po' e alla fine ho deciso che invece dei fiori per San Valentino a te avrebbe fatto più piacere una ricarica sul tuo credito di Amazon.
- Ohhh yessssss :)
- Ohhh yessssss :)
mercoledì 12 febbraio 2014
Non c'è gusto in Italia a essere intelligenti [R.I.P]
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