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giovedì 22 maggio 2014

Ho creato due mostri, forse quattro

Va bene, oltre un mese di silenzio. Il motivo è talmente banale che mi vergogno pure. Lavoro-lavoro-lavoro-lavoro. Talmente caotico che mi ha obbligato a rinunciare a un viaggio, di lavoro, per di più, negli Usa e ancor peggio alla gita annuale a Torino al Salone del Libro, che per me è come la gita di Pasquetta con fave e pecorino per i romani. Detto questo, il tema del post è un altro. 
I [nuovi] mostri


I miei genitori appartengono a quella generazione che viaggiava poco fuori Italia. Sicuramente contribuiva la scarsa se non nulla conoscenza delle lingue. Sicuramente preferivano entrambi girare in lungo e in largo per lo Stivale.
Fatt'è che a 84 anni uno e 82 l'altra li abbiamo spediti per la prima volta fuori confini. Molto fuori confini. Un viaggio organizzato, che rispondeva a un desiderio espresso qualche mese fa propri da mio padre, il più reticente dei due a lasciare il suolo natio e a imbarcarsi su un areo. Viaggio in comitiva, con accompagnatori e guide, vero, ma da qualche cosa bisognerà pur partire. A loro si sono aggiunte le sorelle di mio padre, due vispe gemelle ottantunenni, che si sono aggregate non appena l'ipotesi è semplicemente stata ventilata. Tutti insieme, mi è stato riferito, hanno alzato l'età media del gruppo. E di parecchio.
In questi giorni, premurosa e solerte, mi sono espressa in telefonate serali cui ho ricevuto come risposta grida di giubilo, frasi smozzicate ed entusiaste, un unico aggettivo ripetuto all'infinito e sempre al superlativo: bellissimo.
Ieri, ottavo giorno dalla partenza, mia madre ha insinuato un "stavamo pensando che potremmo anche andare a....".
Stasera atterrano: temo di dovermi rimettere all'opera per la loro prossima vacanza.

martedì 7 gennaio 2014

Più che l'estate poté il Natale


Non ho (credo) mai sofferto di sindrome da rientro. Sicuramente non da sindrome estiva. Quella di cui parlano i tiggì, scomodando persino i sedicenti esperti, che in genere raccomandano di prendersela con calma (ha ha ha!) e di partire gradualmente (ri-ha ri-ha ri-ha!).
Però il dopo-Natale lo sento un po'. Forse è perché non andiamo mai via in questo periodo, preferendo crogiolarci tra casa, famiglia, amici. E allora conquistiamo tempi e spazi nostri, realizzando quanto ci mancano quando la routine ci fagocita.
Così, la ripresa oggi pesa. Perché sa di nostalgia.
E stasera riporremo albero e presepe, sgranocchiando qualche torroncino residuo, giusto per rendercela più dolce.

martedì 31 dicembre 2013

Io e la mamma

Non è che sia una tradizione, però tutto sommato non vedo cosa ci sia di male nel farla diventare tale.
Da qualche anno ormai, durante le feste di Natale io e mia madre ci concediamo una passeggiata, di quelle senza meta e senza obiettivi, per Milano.
Niente shopping, niente mostre, niente musei: semplicemente camminare guardandoci in giro.
Abbiamo iniziato qualche anno fa, e la scusa era vedere l'albero in Duomo, le luci della Galleria, l'illuminazione nel Quadrilatero, l'allestimento da via Dante su verso il Castello.
Quest'anno, come l'anno scorso, la meta è stata l'area di Porta Nuova, partendo da Piazza Gae Aulenti, per poi risalire su verso corso Garibaldi fino a largo La Foppa. Una zona nella quale il connubio tra il vecchio e il nuovo raggiunge l'apoteosi, tra grattacieli in vetro e corti restaurate.
A noi questa volta si è aggregata la mia amica Juana, che non aveva ancora visto il nuovo quartiere.
Così abbiamo preso il nostro trenino, non senza aver prima assistito alla schermaglia tra mia madre e l'addetta della biglietteria che le chiedeva l'età, per emetterle il biglietto ridotto, salvo vederla poi uscire tronfia e fiera dei suoi 80 (oggi 81, auguri mamma!) anni, dal momento che la riduzione scatta a 65.
E poi a zonzo, con il naso all'insù, con l'indice teso a indicar qualcosa, con mia madre che ricordava la Milano di quando era ragazza lei.
Poi una visita alla Chiesa di Santa Maria Incoronata, all'inizio di Corso di Garibaldi, nella quale il presepe allestito ricorda una dolorosa Natività migrante, e, giusto per sano contrasto, un tuffo nel design del lusso in Corso Como 10.
In Largo La Foppa un bel dietro front! e lento pede siamo tornate alla base.
Non senza concederci un bel caffè con panna in Feltrinelli Red (Read Eat Dream), che fa tanto signore bene.

domenica 15 dicembre 2013

Calendario dell'Avvento - 15


(un Calendario dell'Avvento in forma di post: ci ha pensato Ody, io ho aderito insieme. Per sapere come funziona e chi altri vi sta prendendo parte, basta seguire il link. L'adesione è libera, anche randomica, anche a calendario iniziato)

Oggi ho dato una mano a mia cugina nel contattare alcuni volontari americani che hanno seguito e tuttora stanno seguendo l'istituto in Cina nel quale ha vissuto il bambino da lei adottato.
Girovagando tra i blog di famiglie adottanti e di associazioni che curano le adozioni internazionali con la Cina, ha trovato alcune foto che ritraggono il suo piccolino un annetto prima dell'affidamento alla loro famiglia e ora vorrebbe ricevere quelle foto e scoprire se ve ne sono altre per costruire un album con la storia del suo bambino proseguendo a ritroso nel tempo.
Mi ha colpito, nel constatare l'immediata risposta di questi genitori e volontari d'OltreOceano, l'attenzione che ciascuno di loro mette nel non cancellare le radici dei loro figli, per non negare ai bambini un passato che comunque c'è stato.
Ecco, il dono del ricordo, del ricordo consapevole, è quello che ho trovato sotto la casellina che segna i meno dieci giorni al Natale.