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mercoledì 25 settembre 2013

[Ir]rilevante

Compagni di viaggio. Qualcuno te lo scegli, qualcuno ti capita. E a me questa volta ne è capitato uno davvero insopportabile.
Mi irrita, ecco. Tignosino, puntigliosino, pretenziosino. Con quella punta di saccenteria che ha il potere di farmi venire l'orticaria.
Per fortuna non sono obbligata a trascorrere con lui anche i momenti liberi di questo viaggio di lavoro.
Di conseguenza, come prima cosa negativa della settimana posso dire che siamo ancora a livello di "irrilevante".
La seconda e la terza lo sono ancor di più, posto che vi siano.
Forse un po' di eccesso di junk sul fronte food, soprattutto quando si tratta degli orribili lunch box di mezzogiorno. Compensati però da un paio di cene - una di carne e una di pesce - davvero meravigliose.
E poi si è rotto il frigorifero.
A casa.
Mentre io sono OltreOceano.
Questo significa che la gestione della prima fase della rogna non è stata mia. Mi preoccuperò della scelta del nuovo frigo al rientro. Con calma.
Cosa dicevo?
I-r-r-i-l-e-v-a-n-te.

venerdì 14 giugno 2013

I Cibi di Una Volta - Pesce e Minestrone di Verdura



Perché più che cibi della tradizione, sono cibi che normalmente transitano dalle nostre tavole.
Per quel che riguarda il minestrone, in casa siamo in cinque: due lo vogliono passato, due lo vogliono in pezzi. La quinta (io) mangia quel che avanza di più.
Lo faccio anche d'estate, con il riso, lasciandolo semplicemente raffreddare direttamente nei piatti e condendolo, al momento del pranzo, con un filo di olio o un cucchiaino di pesto. Buono.
Il pesce, ecco, quello che ho perso è la ritualità del venerdì. Lo mangiamo senza vincolo di calendario. Il mio limite è il saperlo cucinare. Azzardo poco, ho sempre paura di rovinarlo.
Della nostra tradizione, la prelibatezza che ricordo con un po' di nostalgia è il classico pan e pesitt, pane e pesciolini, dove i pesciolini - rigorosamente fritti -  erano le piccole alborelle del Ticino. Altro che fish and chips!



mercoledì 12 giugno 2013

I Cibi di Una Volta - Gli Avanzi

Questo post, che rientra nel solito giochino dello svolgimento a tema, lo dedico a tutte quelle che "il lesso no".
Figlie mie, dire no al lesso, con la scusa della carne filacciosa che poi non si sa come ricicciare, significa dire no a una delle prelibatezze della vita.

I mundeghili

Partiamo con le precisazioni. Non chiamateli mondeghili. U U U mUndeghili. Soprattutto non chiamateli polpette. Quelle sono un'altra cosa, sulla cui bontà non discuto, ma che nulla hanno a che fare con ciò di cui vado a parlare.
Non so se esista un disciplinare del mundeghilo doc, però so che su alcuni aspetti un po' di talebanesimo non guasta.
Per fare dei buoni mundeghili ci vogliono gli avanzi di carne del lesso. Tutti quei ritagli che vagano per il frigorifero in attesa di destinazione. Quelli lì. Se per caso incappate in un fondino di arrosto, si prende anche quello. No e poi no alla carne trita. Quella la mettete nelle polpette.
Ci vuole poi un po' di pane raffermo, la michetta sarebbe l'ideale, ma siccome anche qui hanno disimparato a farla, di nuovo si pesca dalla dispensa.
Un pochino di salsiccia, un pochino di mortadella di fegato (si di fegato, buona buona. Se non l'avete o non vi garba vi è consentito scivolare verso quella classica di Bologna), un po' di latte, formaggio grattugiato, prezzemolo, uova, burro, sale, pepe, pangrattato.
Quantità? QB, naturalmente, mica vorremo pesare anche per i cibi di riciclo vero? Occhio solo che la mortadella di fegato è saporita e non deve prevalere.
La carne si trita, meglio a mano. Per favore non nel frullatore che poi fa mappazza. Al massimo il tritacarne manuale. L'importante è che resti grossolana. E poi si aggiunge il pane bagnato nel latte, la mortadella, la salsiccia, il formaggio, il prezzemolo e le uova, fino a raggiungere un impasto piuttosto sodo. Se è molle non va bene perché poi il mundeghilo si sfalda in cottura. Si regola di sale, ricordandosi che il tutto è già stato cotto e dunque dovrebbe avere già il giusto grado di sapidità.
Si formano delle palline (dimensione di una piccola albicocca), si passano nel pangrattato e si friggono nel burro.
Si, nel burro. Nell'olio ci friggete le polpette.
Se riuscite a non farvele mangiare tutte mentre le state cuocendo vanno benissimo per una cena luculliana o per un aperitivo perché - udite udite - il mundeghilo è buono anche freddo.



venerdì 7 giugno 2013

Casalinghitudini Antiche - La Cucina

Come quello precedente, anche questo appartiene alla serie dei post a tema. Il come, il chi e il perché si trovano qui




Quando costruimmo casa, la mia richiesta fu quella della cucina grande. E con il geometra fu una lotta a colpi di centimetri conquistare pezzi di spazio rispetto alla sala. Oggi, a venti anni di distanza, resto convinta che quella quarantina di centimetri, ma anche venti, in più, non avrebbero guastato, nonostante non sia certo un ambiente angusto.
Ma in cucina, che d'estate si apre giusto giusto sul giardino, si fa tutto. Si chiacchiera, si pasticcia, si studia, si lavora, ci si ferma con gli amici, ci si chiude, ci si apre. Ci si bevono caffè e infinite tazze di the. Si fanno andare forni, bollitori, mixer e vaporiere. E naturalmente ci si mangia.
E' questa la parte più casalinga di me. Quella che attiene a cibo e cucina.
In cucina mi sono fatta mettere una mensola lungo tutta una parete solo con i libri a tema, che consulto nonostante GialloZafferano sul pc, il frigo rischia di ribaltarsi a furia di calamite, e soffro di una forma di attrazione compulsiva nei confronti degli attrezzi del mestiere.
Mi piace cucinare e sono caduta mani e piedi nella classica ritualità che contestavo a mia madre: "Cosa volete per cena"?

domenica 6 febbraio 2011

Sciccherie culinare


L'altro giorno sono stata invitata a un pranzo di lavoro. Un pranzo di quelli seri. In un ristorante sciccosissimo. Lungo [il pranzo], che il cibo si assapora con calma, tanto che sono tornata in ufficio che erano ormai le quattro con una voglia di lavorare sulla quale preferire sorvolare. Il punto è che, sciccherie a parte, ho mangiato davvero bene. Tolto l'involucro, cioè, la sostanza c'era. E trascurando il fatto che per la prima volta nella mia zotica vita mi sono trovata davanti un pre-dessert che anticipava il vero commovente dessert, sublime è stato l'incontro con un risotto allo zafferano come è difficile trovarne persino a Milano. Giallo davvero, coi pistilli nascosti tra i chicchi di riso, con l'aroma del brodo di carne nascosto nell'onda e quel boccone di animella al centro, inseguito come ultimo cadeau trionfale, prima di appoggiare finalmente il cucchiaio. Ora, dopo tanta meraviglia, ho la certezza che Andrea Berton sia davvero bravo. Ho meno certezze su quanto mi è stato raccontato dal punto di vista lavorativo. Mi sento molto Montalbano in questo: cibo buono e chiacchiere hanno bisogno ciascuno del suo momento. Farli coesistere è impresa ardua. E questa volta ha vinto il cibo.

mercoledì 2 febbraio 2011

Futilità Culinarie [Reprise]

La premessa è quella precedente. Che io amo la cucina inglese, annessi e connessi inclusi. A dire il vero ho proprio un debole per gli inglesi, e non sono sicura che non sia un peccato da confessare. Comunque, rassegnata a qualunque obbrobio oggi si celi dietro la definizione di "spuntino" servito in aereo, non ho potuto fare a meno di ridere quando mi son vista mettere in mano da uno steward sorridente un pacchetto di patatine. Savagely Salted.
Della serie: noi non amiamo le mezze misure.


A dire il vero, a parte l'essere selvaggiamente salate, le Spudmuckers sono tutto un programma. Sulla confezione si legge che Spudmuckers are plucked / from the rich soil & good earth / at Spudmucker Farms / by Spudmucker Pluckers / Delivered by Spudmucker Truckers / to Spudmucker Chuckers. / Fried by Spudmucker Cuckers / & packed by Spudmucker Puckers. / Back to Spudmucker Truckers, / who ship to Spudmucker Luvers. / These are... / World Famous Spudmuckers. / They're chips--eat 'em.
Inoltre si raccomanda di conservarle in un luogo asciutto, lontano da fonti di luce e da calzini puzzolenti. Non so come tradurre altrimenti gli smelly socks citati nelle avvertenze. Niente male come marketing. Soprattutto per chi, finora, come massimo dello sforzo ha visto Rocco Siffredi e il suo La patatina tira.

martedì 1 febbraio 2011

Futilità Culinarie

A me la cucina inglese piace. Quella dei roast-beef,dei pudding, delle pie, dei pasticci di carne, dei cookies, dei brownies, anche quella dei porridge, per intenderci. Guardo sempre con sospetto il cavolfiore bollito e supero con eleganza il fagiolino insapore. Mi domando perché, dunque, gli inglesi, invece di valorizzare quel che di buono hanno, cercano di imitare la cucina degli altri, pensando di fare un figurone. Voglio dire, la caprese come antipasto può anche passare, posto che non è stagione, non è clima, non è aria. Ma che la facciano conla mozzarella per pizza, quella rettangolare e compatta come una mattonella è un delitto che urla vendetta al cielo. Ho detto.

Tutto questo, naturalmente, per non parlare dell'imbarazzo di ieri sera. Perché il "tell me about your Berlusconi" detto col sorrisino è stato difficile da digerire.