Che da quando son ritornata dalla Cechia, il mio Facebook continua a mostrarmi gli Adsense pieni di consonanti e vocali accentate. Che vallo a capire cosa significa (e come si pronuncia) jejich eh. Quasi come il vulcano a primavera. Comunque questo è l'aspetto più esotico di una vacanza sulle rive della Moldava, che là chiamano Vtlava tanto per cominciare. La lingua. Ora, se uno decide di trascorrere qualche giornata a Praga, probabilmente può fare a meno anche dell'inglese superbasic. In birreria ci han mandato il cameriere italofono, mentre il tavolo accanto era servito da un francofono, per capirci. Ma se uno decide di seppellire se stesso, la sua famiglia e un gruppo di amici in un borgo della Boemia meridionale, come minimo non dovrebbe dimenticarsi a casa il dizionario faticosamente scovato in Feltrinelli. Cosa che qualcuno a caso (e non vorrei dire chi è stato quel qualcuno) ha fatto. Può tranquillamente dimenticarsi invece l'inglese, superbasic o very advanced che sia, a meno che non decida di interloquire con autoctoni dai venti anni in giù. Con tutti gli altri, meglio rispolverare quel po' di tedesco studiato negli anni d'università, insegnare a tutti i componenti del gruppo a contare eins-zwei-drei, per lo meno fino a acht-und-zwanzig, e poi affidarsi al vecchio caro linguaggio dei segni. Perchè quando ho detto al macellaio che di bistecche ne volevo vierzehn e lui mi ha ripetuto tre volte vierzig, ho dovuto sparargli davanti agli occhi due palmi di mano spalancati e un bel quattro, onde evitare che lui si suicidasse dinanzi alla prospettiva di tagliarmi quaranta fettine lì lì sul momento.
La spesa al supermercato resta comunque il momento mistico. Dopo aver imparato che la lekarna è la farmacia e che le bramborovi sono le patate, ci siamo arrese di fronte al latte. Plnotučný è quello intero. Polotučný è quello scremato. Forse. O al contrario. A caso. E nessuno è morto.
martedì 31 agosto 2010
lunedì 30 agosto 2010
30 denari
Va beh, qualcuna terrà anche famiglia. Però me lo son chiesta chi glie lo ha fatto fare, per 80 euro. Lordi. 64 se per interposta persona. Lordi. E un Corano come cotillon.
La vignetta è la risposta che mi son data da sola.
Comunque c'è un nemmen tanto sottile fil rouge tra l'intrattenere 500 hostess con una lezione sul Corano
e l'imbesuire una ventina di escort con le canzoni di Apicella. O no?
Comunque c'è un nemmen tanto sottile fil rouge tra l'intrattenere 500 hostess con una lezione sul Corano
e l'imbesuire una ventina di escort con le canzoni di Apicella. O no?
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Devo solo decidermi se sentirmi rondine, rondone o cicogna. Escluderei la gru, per evidenti e fisici motivi. "Cerca di sentirti oca", come diceva l'indimenticabile Adelina, o forse era Guendalina. Facciamo anatra, va. Comunque come sono andata, così son tornata. Breve migrazione. Che almeno fosse durata il tempo di una stagione. Comunque ho un po' di appunti sparsi qua e là. E proverò a ritrascriverli qui.
E in ogni caso, riprendere il lavoro il giorno in cui lo zio ricorda Mary (Shelley) ha un che di sinistro. Appena appena.
E in ogni caso, riprendere il lavoro il giorno in cui lo zio ricorda Mary (Shelley) ha un che di sinistro. Appena appena.
martedì 17 agosto 2010
Appunti sparsi
Come prevedevo Jugendstil, Biedermeier e Secessione alla fine hanno avuto la meglio sul ridondante Barocco e i nostri ciondolanti adolescenti hanno mostrato un discreto entusiasmo sia al Belvedere sia davanti al fregio di Beethoven. Forse non tutto è ancora perduto. Il massimo dei consensi l'ha ottenuto tuttavia Hundertwasser e c'è chi chiede perché ancora non ci è venuta in mente una vacanza in Giappone per andare a vedere l'inceneritore di Osaka. Già, chissà perché.
Ci è sembrata poi doverosa la sosta a Mauthausen. Ed è difficile raccontare la pena provata in quel luogo. Meno difficile raccontare il nervoso davanti alle frotte di italioti intenti a scattar foto ricordo, davanti ai forni o nelle camere a gas. Mettiti lì che ti faccio la foto. Sarà un bel souvenir. Imbecilli.
E ora, la Cechia!
Ci è sembrata poi doverosa la sosta a Mauthausen. Ed è difficile raccontare la pena provata in quel luogo. Meno difficile raccontare il nervoso davanti alle frotte di italioti intenti a scattar foto ricordo, davanti ai forni o nelle camere a gas. Mettiti lì che ti faccio la foto. Sarà un bel souvenir. Imbecilli.
E ora, la Cechia!
mercoledì 11 agosto 2010
Venti anni dopo
Che Dumas non c'entra, ma Vienna si. Perché tornarci venti e un pezzo anni dopo fa un certo effetto nel quale il dejà vu trova poco spazio. E in realtà la mia mente sta facendo carambole per ritrovare i luoghi di allora. Anche perché all'epoca io, innamorata dello jugendstil, della Vienna imperiale un po' me ne disinteressavo. Cosa che il manuale del turista naturalmente proibisce di fare. Comunque oggi si va dritti a Schoenbrunn, così imparo.
p.s. per chi passa di qua: vedo i vostri messaggi, ma da mail non riesco a rispondervi. Grazie per ora!
p.s. per chi passa di qua: vedo i vostri messaggi, ma da mail non riesco a rispondervi. Grazie per ora!
lunedì 9 agosto 2010
Cinica.mente
Va bene, non c'è rispetto lo so. Anzi, io non ho rispetto, lo so. Però ieri quando ho sentito la notizia della morte del campione del mondo di sauna, due-pensieri-due hanno attraversato fulminei quel poco spazio intracranico che mi ritrovo. Uno: perché, esiste anche un campionato mondiale di sauna? Due: non proprio il miglior modo per morire, se mai ve ne fosse uno. Al vapore, più o meno.
domenica 8 agosto 2010
Anticip.azioni
Oggi ho iniziato a metter mano ai bagagli. Che detto da me è su per giù come quella storia della neve a ferragosto. Me ne stupisco per prima. E non so se è voglia di credermi efficiente, una volta tanto, o semplicemente che non vedo l'ora che trascorrano questi ultimi giorni che ci separano alla partenza. Comunque ho stampato lo stampabile, riordinato la check list, buttato in lavatrice quelle cose che davvero non si possono lasciare a casa e mannaggia sono sempre quelle che si portano e riportano, messo da parte le guide e gli appunti di viaggio, invitato gli amici a cena per la classica operazione svuotamento frigorifero. Che infatti adesso risuona quasi lugubre, con quei pochi avanzi solitari destinati a soccombere definitivamente nei prossimi giorni. Questa sera, in un moto di preoccupante efficientismo, io e la mia amica abbiamo pure cercato i parcheggi vicini all'albergo di Vienna. Probabilmente li indica anche il navigatore, ma vuoi mettere la differenza nel saperlo già? Mio fratello venuto da Zurigo per il fine settimana, invitato ovviamente all'operazione svuota-frigo, si aggiorna sulle ultime novità italiote, laurea honoris causa a Bossi inclusa. Lui era fermo alla Brambilla contro il Palio di Siena. Gli mancava anche la crociata contro i calcio-balilla, che si sa che son problemi veri signora mia. Va beh, ormai nega di essere italiano, quando sta là. Moi italien? Non, je suis Catherine Deneuve. Si, vero, lì parlano tedesco, ma l'importante è confondere le acque. Che uno non ha voglia di doversi sempre giustificare per gli altri.
Comunque poi uno legge che il Ceo di Hp se ne è andato perché aveva intrallazzato con una collaboratrice e per aggiudicarsene le grazie le aveva firmato qualche rimborso spese non proprio ortodosso. Scoperto il fatto, è stato messo alla porta senza troppi complimenti. Perché altrove certi comportamenti sono considerati contrari all'etica. Altrove, appunto. Poi uno si domanda perché ho già messo mano ai bagagli eh.
Comunque poi uno legge che il Ceo di Hp se ne è andato perché aveva intrallazzato con una collaboratrice e per aggiudicarsene le grazie le aveva firmato qualche rimborso spese non proprio ortodosso. Scoperto il fatto, è stato messo alla porta senza troppi complimenti. Perché altrove certi comportamenti sono considerati contrari all'etica. Altrove, appunto. Poi uno si domanda perché ho già messo mano ai bagagli eh.
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