mercoledì 23 dicembre 2009

Vezzoserie

La neve, i cumuli, i paciughi, l'abitare nei bricchi,
lavorare là dove Milano finisce e
si ammorbidisce in qualche ultima cascina,
le previsioni del tempo...
Tutte ottime scuse per concedersi un vezzosissimo acquisto,
giusto alle porte di Natale.
Che nessuno me li avrebbe regalati così, ecco.




lunedì 21 dicembre 2009

Pre.fissi

e.voluzioni
in.voluzioni
ri.voluzioni
de.voluzioni
per dire...

in fondo il White Album è sempre un bell'ascoltare.

venerdì 11 dicembre 2009

Mission[s] Accomplished


Il Bacalao si è consumato, in un rito serale fatto di lunghe conversazioni, lente bevute, gesti ritrovati tra amici che lo son da così tanto tempo da non doversi spiegazioni, mai.
Così come si son consumati i confortanti riti di questi giorni, fatti di alberi, addobbi, pacchettini fruscianti che le ragazze acquistano con quel misto di orgoglio per l'indipendenza del fare e la felicità di chi pregusta la sorpresa negli occhi degli altri.
E anche la toccata e fuga londinese, sveglia antelucana, ritorno di nuovo nel buio, in mezzo quattro ore di bla-bla-bla non stop, si è conclusa con la più classica delle missioni dicembrine:
Il Christmas Pudding di Fortnum.
Verso l'infinito, e oltre!

venerdì 4 dicembre 2009

Bacalao



Se uno decide di ammazzarsi il pontedisantambrogio con una baccalata con gli amici,
deve iniziare con un certo anticipo.
Ad esempio, mettendo a bagno il baccalà qualche giorno prima.
Detto, fatto.

giovedì 3 dicembre 2009

Quantunquemente Comunquemente

Qui ci stiamo avvicinando a gran passi al pontedisantambrogio.
E se qualcuno dice che con la scusa che l'8 è martedì
allora fa ponte come noi perché ci ha le ferie da esaurire,
quel qualcuno gioca sporco.
[Nei miei programmi rientra anche una baccalata con gli amici. Non so se mi spiego.]

Timi.da.mente

Comunque ieri sera ho visto la Doppia Ora. E va bene che sono in ritardo di qualche settimana su tutte le programmazioni, ma i cineforum funzionano così. Altrimenti sarebbero prime visioni e nella città senza più cinema non avrebbero posto dove andare. E in fondo mi piace anche arrivare con l'aria di quella che forse la sa anche lunga (divagazioni di Poison sul derrière di Filippo Timi incluse) e mi piace far collezione di sinossi, che leggo comunque alla fine. Anche dopo qualche settimana, cioè. Dopo che han girovagato tra borse e scrivanie, implorando attenzione.
Comunque, il giochino dei numeri mi ha affascinata. Io che coi numeri ci gioco in continuazione, nemmeno dovessi divinare il destino del mondo, e nemmeno li gioco. Comunque il coup de théâtre non me lo aspettavo e mica mi era venuto in mente che Capotondi l'aveva inserito giusto giusto quando il contatore segnava 01:01, che mica li misuro con il cronometro i film, io. Il finale spiazza, ecco. Ma se fosse andato diversamente (e c'erano almeno un paio di opzioni possibili che mi ero prefigurata) ci sarei rimasta male.
Comunque, giusto per dirla tutta, non è che ci farei una malattia per Timi. Invece, anche se concordo con Piazza che Kim Novak era un'altra cosa, le labbra della Rappoport mi hanno ipnotizzata.

Porte-Bonheur


A volte ci vuole. A volte.

venerdì 27 novembre 2009

Il rosicamento del tarlo


Questo post, ieri, lo avrei scritto diversamente. Cioè, io sono uscita trafelata dalla metropolitana e mi son precipitata in Feltrinelli per comprare subito la mia copia. La prima. La seconda, che voglio regalare a una amica, arriva domani dal libraio sotto casa. E sul tram sono partita dalla prefazione, per poi lanciarmi in un saltabecchìo a ruota libera, prima cercando i libri che mi interessavano, poi leggendo le recensioni di alcuni anobiani per i quali ho un debole. Sì, certo, ho cercato anche la mia, di recensione. È stata la prima cosa che ho fatto, a dire il vero, prima ancora di pagare il libro alla cassa. E poi l’ho fotografato, il libro. Sulla scrivania, dove l’ho poggiato appena arrivata in ufficio, rimandando le ulteriori esplorazioni alla pausa pranzo, o al ritorno a casa.

Però poi, in pausa pranzo, invece di scrivere il post che avevo in mente (con tutta la difficoltà nel tradurre in parole un sorriso largo da qui a lì), mi son messa a curiosare in giro per legger che se ne diceva.

E il sorriso mi si è spento un po’.

Perché poi le questioni son sempre le stesse, quelle cioè che fanno di noi italiani una nazione di CT, tutti capaci a far meglio del Mourinho di turno. E detto da interista ho detto tutto. E sinceramente tutti i perché così invece che pomì mi san tanto di “io avrei saputo far di meglio”. In realtà ognuno di noi avrebbe fatto diversamente, forse, perché io non son te e il mio sentire è diverso dal tuo. Che scoperta. Senza contare che un criterio nella scelta comunque ci voleva e quel criterio è dichiarato nella prefazione. Basterebbe leggerle, ogni tanto, queste benedette prefazioni. Probabilmente, se mi fosse stato chiesto, tra le mie recensioni ne avrei segnalata un’altra. Ma non sarebbe stata in linea con il criterio scelto dalla curatrice per stilare la sua raccolta dei 100 + 100. Punto.

E poi c’è stato quell’aggettivo, che ho letto su aNobii, che mi ha colpito: aberrante. Operazione aberrante ha scritto qualcuno. Ecco, questa proprio non l’ho capita. Quando a luglio ho letto per la prima volta del progetto del libro ho pensato che fosse un modo carino di far conosce aNobii a chi aNobiano non è. Perché la maggior parte di noi ci è arrivata col passaparola. Perché sono in tanti, anche tra coloro che di libri si occupano per mestiere, che non han proprio idea di cosa sia questa community. E perché sono in tanti a liquidarla come la solita socialcoseria da perditempo. E allora, vien da dire, perché no?
Il fatto che Rizzoli si sia prestata all’operazione non mi fa scandalo più di quanto me ne facciano altre simili operazioni. E il fatto che i proventi vadano a una associazione umanitaria dovrebbe comunque togliere quell’odore di lucro che qualcuno vuole a tutti costi sentire.

E se qualcuno storce il naso all’idea che Greg Sung o chi per esso cominci a considerare aNobii come possibile fonte di business, forse non si rende conto che è così che funzionano anche i socialcosi. Anche gli altri, quelli belli e blasonati. Perché non nascondiamoci dietro il dito, ma FaceBook e Twitter si stan rompendo le corna proprio alla ricerca del modello di business giusto, che consenta di sostenerne la crescita senza precipitare nel rosso più rosso che c’è. M-o-d-e-l-l-o- d-i- b-u-s-i-n-e-s-s. E in genere queste cose funzionano proprio sulla forza di quanti ti conoscono e quanti utilizzano i tuoi servizi. Un bel loop: più utenti hai, più forza contrattuale hai, più soldi hai per attivare nuovi servizi che ti portino nuovi utenti, che ti consentano di aumentare ancora un po’ la tua forza contrattuale e bla e bla e bla.

Comunque a me il libro piace, mi diverte, mi ha fatto già scoprire un paio di aNobiani che voglio andare a cercare poi sul sito, mi ha rafforzato in alcune scelte di non-lettura e mi ha instillato qualche dubbio su una paio di altre. Non male per un’andata e un ritorno dal lavoro.

Grazie, comunque, a Barbara.

martedì 24 novembre 2009

Piccol[i]e Fan


Ovvero quando i dettagli fanno la differenza.
Perché firmar calendari può essere un rito distratto,
che qualcuno accetta per dovere.
Piccola catena di montaggio.
Occhi bassi e penna in mano.
Via l'uno sotto l'altro.
Oppure diventa qualcosa di magico.
Uno sguardo, una parola, una scritta pensata al momento
ma non casuale.
E una stretta di mano finale.
Grazie, Maestro.


lunedì 23 novembre 2009

Ormoni e vampiri

Ovvero esperienze materne accompagnando un gruppo di preadolescenti a vedere New Moon.

Loro, le preadolescenti erano nove. Più due maschi, di certo interessati più alla possibilità di star per due ore e un pezzo di fianco alle loro amate che alle prodezze di Edward e compagni. Perché per quanto ce la raccontiamo alla fine è sempre la solita vecchia storia nel buio di un cinema.
Comunque, con tre quarti delle sale destinate ai vampiri e le rimanenti a 2012 e Planet 51, ho finito per cedere all'idea delle mie amiche di vederlo anche noi.
Imperdibile, su per giù.
La storia l'ho capita anche io, che non ho letto i libri e mi son tenuta alla larga dal primo film. Ci son comunque un po' troppe cose da spiegare per un racconto che in fondo è puro fantasy. Per esempio, perché se i vampiri non possono aver figli questi hanno un padre? E perché se loro considerano padre chi li ha trasformati Bella vuole che sia proprio Edward a mozzicarla? Mica è chiarissima questa cosa, ecco.
Sia come sia, le ragazze sdilinquiscono per il pallido Edward, anche se, secondo una di loro, potrebbe almeno depilarsi il torace. Meglio il pallore integrale, cioè.
Le mamme preferiscono Jacob, ma si sa, dopo una certa età il muscolo guizzante ha il suo bel perché e comunque abbiamo abbastanza turbamenti di nostro per trovare affascinanti i tormenti di un'anima oscura.
Bella è un po' scipita. Per me una noia colossale, per loro la dimostrazione che se Edward vivesse dalle nostre parti non avrebbe certo perso tempo con lei.
Il mio problema, alla fine, non è stato restare sveglia malgrado il pomeriggio domenicale, bensì trattenere il fou rire. Perché quando al termine della drammaticissima scena a Volterra il cattivo di turno interrompe la lotta perché "tra poco arriva Heidi", io ho cominciato a pensare a Peter e alle caprette, con un effetto immaginabile.
Bello comunque il finale e non mi importa se faccio spoiling. Di fronte a lei che vuol esser sua per sempre, lui non resiste alla tentazione di far di lei una donna onesta. Per sempre si, purché uniti dal sacro vincolo.
Mica pizza e fichi.

mercoledì 18 novembre 2009

[Auto] Celebration Time


Mi sarebbe piaciuto comunque,
ma solo il fatto di esserci anche io mi euforizza non poco.
Anzi, di più.





Confessioni malandrine

In tempi non sospetti e in sedi discrete mi son sempre dichiarata estimatrice di Giuliano Sangiorgi. Della sua voce, cioè. Però devo dire che furia di stucchevoli duetti mi risulta più fastidiosa del trapano del dentista. Fatelo tacere.

giovedì 12 novembre 2009

La Boiata del giorno II

Quando è arrivato nelle nostre caselle di posta, il comunicato di EasyJet che potrebbe (attenzione, potrebbe fare, non farà) fare annunci in dialetto sulla tratta Napoli-Milano, io e i miei colleghi lo abbiamo classificato come "la cazzata prandiale". Irriprendibile, cioè. In capo a 45 minuti campeggiava sulla home del Corriere, che si è preso persin la briga di caricare i file audio. E ci scommetto che sta già scalando la classifica dei più letti. Poi Sofri e Bordone ci hanno aperto Condor. E m'è preso lo sconforto.

(ovviamente il fatto che Sofri stesse parlando con Nick Hornby non ha niente a che vedere con la mia stizza)

mercoledì 11 novembre 2009

La Boiata del giorno

Caro relatore che mi ammorbi con le slide che hai mostrato a Cernobbio, sostenere che è sterile disquisire sull'età pensionabile dal momento che la vita media è destinata a raggiungere i 120 anni è come minimo fuorviante. Se non addirittura in mala fede. Ho detto.

lunedì 2 novembre 2009

Facciamoci del male

Lo so che non si fa. Che le minzolinate dovrebbero essere evitate con cura, quanto e più dei bacilli della H1N1. Comunque ieri sera ho pensato che il TG1, forse, un qualche servizio un po' pregnante sulla Merini lo avrebbe fatto. In fondo al Mollicone la Alda piaceva, soprattutto quando se la suonava e se la cantava con qualcuno e lui poteva metterci tutti i suoi estatici aggettivi. Fatt'è che insieme alla happy family ho aspettato. Aspettato. Aspettato. I servizi sull'influenza, quelli sulle ammazzatine di camorra, quelli sulla Blefari e su Cucchi. Poi è arrivato quello sul campionato di Sms. Quello su Michelle Obama vestita da Catwoman per Halloween. Quello sui parrucchieri per signori. O qualcosa del genere. A quel punto mi ero persa. Poi è arrivato il momento della Merini. Men di due minuti. Un coccodrillo tirato fuori dal cassetto, così, sgualcito. Senza nemmeno rinfrescarlo un po'. In fondo era domenica. Bizzarra idea, quella dell'Alda, di morire mentre gli altri santificano la festa.

martedì 20 ottobre 2009

Cineforumerie

Quest'anno la tessera l'ho fatta. Perché poco importa se per qualcuno è un vincolo (sempre la stessa sera, poche chance di cambiare in qualche altro giorno della settimana), è comunque un'opportunità. E un segnale. Agli amministratori di questa sciagurata cittadina. Che la gente (con una, due o tre g, fate vobis) al cinema ci andrebbe anche, se un cinema ci fosse ancora. E invece affolliamo questo auditorium da 300 poltroncine a malapena, superscomode, per di più, con il tutto esaurito di tre sere alla settimana e la gente fuori a sperare in qualche posto rimasto libero, a cinque minuti dall'inizio della proiezione. E sarà un caso, ma la sera che ho scelto io è quella in cui ci si ritrova tutti noi, di quella generazione lì. Quelli del cineforum del giovedì sera (allora di cinema, in città, ce n'erano addirittura sette), sulle poltroncine di legno del cinema parrocchiale. Il giovedì, quando in Tv imperversava Dallas. E noi ci sciroppavamo l'Uomo di Marmo, a far da contraltare a J.R. In realtà La Corazzata Potemkin non l'han mai data, ma il Tamburo di Latta sì e ce ne voleva per fermarsi fino alla fine, fino a quel dibattito in cui c'era sempre qualcuno che si sforzava di dir qualcosa di intelligente, con dubbi risultati, per altro. Adesso la programmazione è un po' più di appeal, e c'è anche Baarìa, tra qualche settimana, seguito da La seconda Ora. Settimana scorsa han dato Teza di Hailè Gerima, che se non fosse stato per la tessera, mica lo avrei cercato in un cinema vero. E mi sarei persa un vero gioiello. Altro che quella noia mortifera di Cherì.

lunedì 19 ottobre 2009

Confidenza

No, non mi dire che sei confidente. Fiducia, do you remember? F-I-D-U-C-I-O-S-O. Prima o poi ci arrivi, spero.

venerdì 16 ottobre 2009

Letterina

Cara addetta alle pubbliche relazioni dell'azienda xyz,
se l'unico modo che hai per stimolare la partecipazione di giornalisti/agenzie/operatori della comunicazione all'evento che stai organizzando è promettere un ipod in dono, con tanto di annuncio in grassetto in cima all'invito, poniti un paio di domandine sulla rilevanza dell'evento stesso e sull'opportunità di indirizzare diversamente i fondi che hai a disposizione.
Così, per dire.
(e soprattutto, ti prego, risparmiami il recall).

martedì 13 ottobre 2009

Stagionature

Che volevo intitolarlo "e comunque", ma in realtà era un "e comunque" solo per me. Comunque la faccenda delle mezze stagioni, che ci sono, non ci son più, forse son tornate, mi ha un po' rotto. Anzi tanto. Finora ci ho guadagnato una serie di incazzature cosmiche mattutine, condite con il rituale refrain del non so che mettermi (E comunque sia sbaglio sempre. O muoio di caldo o mi assidero a sera); e poi un orzaiolo, con congiuntivite di accompagnamento. Sufficiente per sperare che almeno domani ci azzecchino, con le previsioni.

(Alla fine i "comunque" sono stati quattro, cinque con questo.
E ho pure messo un punto e virgola.
Che era un po' che non mi succedeva.)

Panorami

Dicono che il tipo che ha scritto il libro sulla fine del mondo nel 2012, ieri sera disquisisse di tre piramidi celate sotto altrettante colline brianzole. In effetti, dopo un po' di formaggi di Montevecchia, anche il faraone poteva riposare in pace. In saecula saeculorum, Giacobbo permettendo.

giovedì 8 ottobre 2009

Ma allora, ditelo

Quelli che assegnano i Nobel per la letteratura lo fanno apposta.
Lo fanno appostissima.
Solo per farmi sentire ignorante.
Alla settima potenza, pure.

lunedì 5 ottobre 2009

Analogie?

Lo scontro era già scaduto a livelli bassissimi, e gran parte delle porcate le avevano fatte loro e di certo non avrebbero cambiato metodo da oggi, visto che oggi – il Quattro Luglio – era un giorno troppo decisivo per potersi permettere di giocare pulito. Oggi, alla Passeggiata e Fiera delle Arti del Giorno dell’Indipendenza, l’obiettivo della campagna di Craspedacusta era il Predominio Visivo Totale. Non si sarebbero accontentati di meno. Se grazie alla creazione e alla collocazione di palloncini, poster, coccarde, volantini, striscioni e mani giganti di gommapiuma fossero riusciti a ottenere il Predominio Visivo Totale, sarebbe sembrato che avessero vinto la battaglia. E se fosse sembrato che avevano vinto la battaglia, avrebbero dato l’idea di andare a mille, e se avessero dato l’idea di andare a mille avrebbero avuto il coltello dalla parte del manico, e se avessero avuto il coltello dalla parte del manico allora quelli dello staff di Murray Olongapo, il loro avversario democratico, magari si sarebbero scoraggiati, sarebbero precipitati nel panico e nella disperazione, e magari avrebbero provato a recuperare spendendo subito, troppo presto, altri soldi, e se fosse andata così Craspedacusta avrebbe avuto più risorse da sfruttare sul rettilineo finale.

Se non è vietato, è obbligatorio - Dave Eggers

giovedì 1 ottobre 2009

Colpi di fortuna

Ieri sera son riuscita a uscire in tempo per perdermi i Tokio Hotel e a rientrare in tempo per Psycho Killer. A farlo apposta non ci sarei riuscita. Mi sono persa anche tutti i collegamenti da Assago, il che aggiunge del sublime alla mia personale performance.
Comunque P.K. come la facciamo io e le girls in macchina non la fa nessuno. E son pronta a scommetterci.

mercoledì 30 settembre 2009

Il bicchiere mezzo pieno

Ho scoperto che il medico che ha in cura mia figlia da anni medico non è. Né lo è mai stato, a dire il vero. Ovviamente son caduta dal pero, a dimostrazione del fatto che l'abito sometimes fa anche il monaco. Naturalmente rido per non piangere. E siccome cerco sempre di guardare il bicchiere dalla parte in cui sembra più pieno, penso che sono stata fortunata, in questi anni, a non doverlo consultare per patologie davvero serie. E quando è accaduto, ci ha pure preso. Che culo eh. Comunque era gentile. Dovesse valer qualcosa questo dettaglio.

martedì 29 settembre 2009

Gusto, che?


L'ho sempre detto che la mia casella di posta racchiude inenarrabili sorprese. Come questa, per dire.
Comunque il Gustosofo esiste davvero. Pare in Italia sia il solo (e ci mancherebbe altro) e inimitabile. Il mio collega calabrese ha già fatto domanda per diventare 'ndujasofo, il dirimpettaio si è prenotato il Negronisofo, devo solo decidere che "sofa" voglio diventare io. Perché teosofa suona male. O meglio, qualcuno potrebbe anche cascarci e poi denunciarmi per millantato credito. Invece io mi barcameno solo tra darjeeling e english breakfast. Terra terra, cioè.


Che le balle ancor le girano

Credo di aver già titolato così, qualche volta, in una o nell'altra delle due case delle quali mi ostino a ritenermi tenutaria. Probabilmente era questa, perché questa è quella degli sfoghi. Comunque sì, son giorni di balle girate e spaccamenti di faccia. Che poi il mio animo è pacifico, oltre che pacifista, per cui è tutta metafora. Fuor di metafora, ho bisogno d'aria. Tanta.

martedì 22 settembre 2009

Cvd

Ci son giornate che iniziano male. E finiscono peggio. Se poi son dei lunedì di pioggia, sarebbe meglio decidere di rimanere a letto fino al giorno dopo, giusto per non sbagliarsi. E invece ieri io ci ho provato. A combattere il traffico del mattino, le scuole, le millanta borse coi loro libri che mi tocca mollare dalla nonna, l'ufficio, i desideri del capo che diventan sempre ordini, i suoi lo chiedo a te solo perchè sa che alla fine è qui che può chiedere, e l'assemblea sindacale, i licenziamenti, i punti di domanda all'orizzonte. Credevo di esserne uscita se non vittoriosa per lo meno indenne. E invece. Quattro ore secche dall'ufficio a casa. Tre ore e quaranta delle quali ferma in tangenziale. Oh yeah.
Dimenticavo il titolo. Cvd. Come volevasi dimostrare.
Io, il lunedì, lo odio.

mercoledì 16 settembre 2009

Vive la Difference!

Mentre, a quanto intravedo su Repubblica e Corriere, in Italia andava in onda il Braccobaldo Berlusconi Show, in Francia si discuteva di questo:
(Faut-il laisser Google numériser tous les livres?). Che da noi sembra questione da impallinati e spaccabit e non qualcosa che potrebbe cambiare - e di molto - le regole del gioco. Ma tant'è. Questione di scelte. Noi alla letteratura preferiamo il teatro. Anzi, il teatrino.

martedì 15 settembre 2009

Happiness

Non sapevo che in quell'ora che va dalle cinque alle sei - magari inizia anche prima, però io non ne ho idea - per radio ci fosse una trasmissione che si intitola Twilight. Bel titolo, se non fosse che ricorda la saga. E allora va a capire se è nato prima l'uovo o la gallina. Però stamattina l'ho ascoltato, mentre brancolavo verso l'aeroporto. Parlavan di libri e solo per questo glie ne andrebbe merito, se non fosse che è assurdo dover accendere l'autoradio alle cinque per sentir qualcosa del genere. Comunque non so se è oggi o domani, fatt'è che a Londra (o era in America? accidenti dormivo ancora) celebrano il lancio dell'ultima fatica di Dan Brown. Una roba che ha a che fare con Massoni, tanto per cambiare e che dopo Parigi e Roma ti catapulta a Washington. Never without, cioè. Comunque pare che in Italia siano in affanno per la traduzione, ché il libro ha da esser sugli scaffali entro Natale. E se ti interessa qualcos'altro, per le strenne, conviene che scrivi prima a Bienne, altrimenti rischi che lui ti consegni solo ed esclusivamenti il tomo browniano. Farò la lista dei non regali. Per favore, quello proprio no.

Comunque mi hanno chiesto la liberatoria, quelli del tarlo. E io sono qui che ballo da venerdì. Ci vuol poco a rendermi felice. Come i bambini, a volte. Nonostante l'età.

venerdì 11 settembre 2009

Ex Libris

A me la storia di Caster Semenya fa venire in mente Middlesex.
Che io ho amato come non pensavo si potesse amare un libro.

"Perché sei scappato di casa, tesoro?"
"Dovevo farlo."
"Non credi che sarebbe stato più semplice restare com'eri?"
Alzai la testa e la guardai negli occhi: "Io sono sempre stato così".

[p.s. la citazione è da wikiquote. stasera verifico nel libro]

mercoledì 9 settembre 2009

Remember

Non è che io abbia interesse alcuno di unirmi al coro delle geremiadi. Che già ieri ero sull'orlo dell'intolleranza glicemica al duemillesimo Ciao Mike sventolato su Facebook o su Friendfeed o nell'altra casa. Poi, per carità, ognuno ha diritto di esprimere ciò che gli pare, e se alla fine è semplicemente voglia di star nel coro o di dire c'ero anch'io, chi son io per contestarla. Io finisco nell'incatenarmi nei ricordi. Che son quelli personali. Mica quelli collettivi del giovedì sera davanti a Rischiatutto, che credo di aver vissuto come tanti, come molti, come [quasi] tutti. Così mi è tornata in mente la mia maestra delle elementari. La tremendissima maestra del corso A, l'ultimo rimasto solo femminile in quel lontano 1968. Il corso B era solo maschile, mentre gli altri già affrontavano la sperimentazione delle classi miste e la rivoluzione dell'insiemistica, mentre noi ci barcamenavamo con le tabelline. Tradizionalissima, la mia maestra, pretendeva il saluto in piedi, ma non in coro. Il Buongiorno signora maestra toccava alla capoclasse, nominata a rotazione; le altre, semplicemente, abbassavano rispettose il capo. Ci insegnava la sillabazione col solfeggio, le preghiere in latino, le poesie a memoria, pretendeva il fiocco inamidato e ci sfiniva coi dettati. Ci riempiva i quaderni di svolazzanti dieci e lode, magari seguiti da imbarazzanti zero spaccati. Col tempo mi sono però resa conto di quanto fosse rivoluzionaria, malgrado le apparenze. In un'epoca in cui la geografia era ancora fatta di monti, laghi e fiumi, lei già ci parlava di territorio. Già, adesso è un po' più figo dire terroir. Comunque di ogni regione noi studiavamo vini, formaggi, salumi, produzioni tipiche e tradizioni artigianali. In un'epoca in cui l'insegnamento era ancora standardizzato, e chi non ce la faceva era semplicemente chi non riusciva a stare al passo, lei credeva nella valorizzazione dei talenti. In classe avevamo la poetessa, l'artista, la scrittrice, la musicista, l'atleta e la ballerina. E le nostre prodezze erano esposte in spazi che lei ricavava sugli scaffali, in tasconi appesi al muro, negli angoli dell'aula. In un'epoca in cui il potere assoluto era in mano a chi stava in cattedra, lei già ci educava al confronto, all'onestà e al rigore. Correggevamo i quaderni delle compagne e assegnavamo il voto all'esercizio svolto, che lei poi confermava o smentiva, spiegando ogni volta il perchè a chi lo aveva fatto e a chi lo aveva valutato. Non concepiva una perdita di tempo come l'intervallo, che ci faceva trascorrere comunque con passatempi istruttivi, o così li riteneva lei. Come il Rischiatutto, appunto. Avevamo domande di storia, di geografia, di matematica, grammatica, musica e religione. Valevano un punto, due, tre, fino a cinque.
Lei era il nostro Mike, noi avremmo dato di tutto per essere le sue Massimo Inardi.

martedì 8 settembre 2009

Mammerie

Figlia 3 a Figlia 1:
Ma esistono gli allevamenti di salumi?
Uhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
Figlia 1 a Mamma:
Ma hai sentito cosa mi ha chiesto?
Mamma a Figlia 1 :
E' già buono che non ti abbia chiesto
se esistono le piantagioni di Citterini.

Comunque, secondo me, è perchè stava leggendo Cocco Bill.

giovedì 3 settembre 2009

Accumuli

Su Anobii ho 130 inviti di gruppi in attesa. Questo mi renderebbe molto orgogliosa, se non fosse che so bene come funzionano queste cose. Comunque mi vorrebbero arruolare gli "Eterni insoddisfatti", "Quelli che non fanno gli scrittori di mestiere", i distopici e quelli delle letture elettriche. Praticamente un anno di richieste inevase. Che resteranno tali. Ecco.

In realtà, più che per le richieste inevase di Anobii
io mi cruccio per non aver ancora trovato
il tempo e la voglia
di metter mano alle fotografie dell'estate.
Che restan lì, inevase anch'esse, sul desktop del mio pc.
In attesa che una mano pietosa
le sposti su un hard disk di backup.
Ed è quasi spleen.

mercoledì 2 settembre 2009

Confiteor

Ovvero, una domanda che cela una confessione.
Ma solo a me i film in 3D fan venire mal di testa?
O è colpa degli occhiali sugli occhiali?
O forse è solo colpa del film?
(va bene, sono andata con i minorenni a vedere l'ra Glaciale 3)

martedì 1 settembre 2009

Innamoramenti estivi


Oh va beh. Flirt. Che se no uno si pignolizza e sta a disquisire se sia vero amore e quanto possa davvero durare. Comunque io, questa estate, mi sono innamorata [quasi] perdutamente di: (duepunti, a capo)
1) Amuchina Gel Igienizzante Mani
2) Pret a Manger
3) Chai Latte

E come per ogni innamoramento che si rispetti, senza un vero perchè.

domenica 30 agosto 2009

Obituary


Pranzo in giardino col frate[llo] in visita dal suo buen retiro zurighese. Hai sentito della Pivano? Di Kezich, di Savona. Sembriamo due vecchi che sfogliano il giornale in cerca di necrologi. E poi lui mi dice di Willy Deville. Che io non lo sapevo proprio. Comunque lui non era solo quello di Demasiado Corazon.



E comunque

Il fatto che David Byrne ci abbia il suo bloggo e che ci racconti pure la sua esperienza con il Kindle mi fa amare ancora di più quest'uomo. Ecco.

Sticastico post

Noel Gallagher litiga con Liam Gallagher
e i Gallagher insieme non suonano a Milano.
Queste sì che son notizie.
(Devo dirlo al mio sindaco che qualche giorno fa già ululava per i problemi di traffico che il concerto in fiera avrebbe causato. )

venerdì 28 agosto 2009

Momarazzo




Divertissement.
Anche se io non la son mai stata e mica posso diventarlo ora.
Comunque i trucchi per momarazzarsi son
qui.

giovedì 27 agosto 2009

Scampoli

Di questi scampoli di news che lentamente vo recuperando, dopo giorni di volontario distacco, resta l'amara sopresa per la morte di Tullio Kezich. Che di quella della Pivano ero stata informata anche in terra d'Albione.

mercoledì 26 agosto 2009

Never without

Così, mentre sfogliavo il Corriere, mi è venuto in mente che se c'è una cosa di cui m'importa meno dei libri gratis di Paulo Coelho è la novità letteraria di Walter Veltroni. (solo perchè c'è la pubblicità sulla prima del Corrierone, ecco)

martedì 25 agosto 2009

Le mezze stagioni

E va beh che non ci sono più e che si stava meglio quando si stava peggio, e che dove andremo a finire signora mia, però a me questa storia di sprummer e sprinter manda un po' il latte alle ginocchia. (volevo dire fa cagare, però cerco di ricordarmi ogni tanto che dovrei essere una signora). E comunque mi sembrano degli energy drink. Schifosi, cioè.

venerdì 21 agosto 2009

Friendship

Mattinata di pioggia. Poco male. Il tempo è stato fin troppo clemente in queste due settimane. E poi è ormai ora di bagagli: meglio approfittarne ora.
I mostri minorenni giocano nelle loro stanze. Ridono. Alla finestra della casa di fronte un'altra bimba. Si salutano. Cominciano a farsi segnali con le torce. Lei risponde con la sua. Segnali, saluti, sorrisi, risate. Più tardi, sullo zerbino all'ingresso, una busta: To my friends at the window. Dentro un disegno e un saluto: it was funny. Loro rispondono con un altro disegno. Le buste, ritagliate, incollate, decorate, fluttuano da una buca delle lettere all'altra. Friendship, si comincia così.

mercoledì 19 agosto 2009

Gourmandise

Il branco di lupi famelici che ci portiamo appresso sembra apprezzare la cucina inglese nel senso più "traditional" del termine.
La serata a base di pies è stata un successo: dopo una tiepida accoglienza alla pie con funghi, prosciutto e formaggio, hanno cominciato a riscaldarsi davanti a quella di rognone, per approdare entusiasti a quella di manzo alla Guinness. Dove Guinness, va da sé, è la birra. Spazzolato lo spazzolabile eran pronti per il dessert, davanti a una cuoca per lo meno allibita.
Ieri, invece, è stata la volta di un altrettanto "traditional" breakfast. Dopo uova, bacon, pane tostato e funghi, sembravano buoni persino i baked beans. Purché annaffiati col tè. Giuro che a casa glie li rifaccio. Secondo la ricetta Heinz naturalmente. Poi ne riparliamo.

Gourmandise

Il branco di lupi famelici che ci portiamo appresso sembra apprezzare la cucina inglese nel senso più "traditional" del termine.
La serata a base di pies è stata un successo: dopo una tiepida accoglienza alla pie con funghi, prosciutto e formaggio, hanno cominciato a riscaldarsi davanti a quella di rognone, per approdare entusiasti a quella di manzo alla Guinness. Dove Guinness, va da sé, è la birra. Spazzolato lo spazzolabile eran pronti per il dessert, davanti a una cuoca per lo meno allibita.
Ieri, invece, è stata la volta di un altrettanto "traditional" breakfast. Dopo uova, bacon, pane tostato e funghi, sembravano buoni persino i baked beans. Purché annaffiati col tè. Giuro che a casa glie li rifaccio. Secondo la ricetta Heinz naturalmente. Poi ne riparliamo.

domenica 16 agosto 2009

La Quercia e la Mela

Dove una è quella di Robin Hood e l'altra quella di Isacco.
A Sherwood siamo andati forse più con la scusa dei ragazzi che per noi. Il do ut des con il quale avremmo compensato un'altra visita a un'altra città. Però, alla fine, mentirei se dicessi che non è stato piacevole anche per noi. La Grande Quercia è l'icona intorno alla quale si sviluppa un parco naturale nel quale è gradevole passeggiare, insieme a un discreto numero di "indigeni" anglofoni, tutti, rigorosamente, con cani di ogni razza e misura al seguito. Notevoli le querce secolari, anche se la regina incontrastata del Parco è lei, la Grande Quercia millenaria, straordinaria nella sua imponenza. Anche senza la romanticheria di Robin, Marion e la loro promessa d'amore, è semplicemente spettacolare. Naturalmente all'uscita il merchandising a suon di archi, frecce e Merry Men è inevitabile: l'esperienza di anni aiuta a non caderne vittime.
Sorprendente, a una ventina di minuti di macchina da lì, è invece Nottingham. Straordinariamente ricca di case e palazzi dalle architetture curiose ed elaborate, ha un centro vivacissimo. E comunque una puntata al più antico pub d'Inghilterra, scavato nella roccia e risalente al dodicesimo secolo, mica ce la potevamo perdere.
E poi c'è stata anche la Mela, dicevo all'inizio. Che è quella di Newton, per l'appunto. La mela, o per meglio dire il melo, sta a Cambridge e io lo so che mi lascio prendere da queste inezie, però vedere la pianta sotto le finestre di quello che fu il suo studio mi ha fatto uno strano effetto. Come quando ci si rende conto che in fondo le cose posson davvero essere andate così. Con lui che guarda fuori e comincia a porsi certe domande. O magari davvero una mela gli cadde in testa. Chissà...

venerdì 14 agosto 2009

PYO

In questa zona delle Midlands dove abbiam trovato casa è tutto un susseguirsi di paesini nei quali la cara zia Agatha e la vecchia zia Jane avrebbero potuto benissimo abitare. Con tanto di Vicarage dietro la chiesa che a me ricorda tanto "La morte nel villaggio". In mezzo, tra un paese e l'altro, le farm. Qualcuna col bestiame, molte che coltivan frutta e verdura. Così non è cosa rara imbattersi nei PYO, sigla pressoché oscura che cela il "Pick your own", a sua volta seguito, a seconda dei casi, da raspberries, strawberries, plums o apples. Tradotto in soldoni, significa: se ti interessa la mia frutta vieni e raccoglila da te. Credo che qualcosa del genere cominci a esserci anche dalle parti di Milano, ma francamente non ho avuto modo e occasione di sperimentarlo. Ma, ovviamente, qui non me lo son lasciata sfuggire. Ci abbiam provato con i lamponi, per evidenti motivi di gola. La cosa è molto semplice: si entra in una casetta di pietra al limitare del campo; dentro, su un tavolo, una pila di vaschette di plastica e un cartello: self service, raccogliete i vostri lamponi e al ritorno lasciate il denaro (one pound per vaschetta da circa mezzo chilo) nella "honesty box". Intorno nessuno, nemmeno per chiedere informazioni, volendo. Sul tavolo, al centro, la honesty box piena di monete e banconote. Aperta. Chissà perché ho la sensazione che da noi non potrebbe mai funzionare.

giovedì 13 agosto 2009

Poco desperate ma comunque Housewives

Ovvero la sindrome di Bree. Per quanto distanti dal modello casalinga ci vogliamo dichiarare, in realtà se non proprio Bree, per lo meno c'è una piccola Lynnette che alberga in noi e ogni tanto si fa viva. Così, parte integrante delle nostre vacanze è la spedizione supermercato, che contendiamo agli uomini del gruppo. Che ci accusano di avere un occhio speciale per le cazzate, ma vi indulgono tanto quanto noi. Il carrello si riempie rapidamente dei "fondamentali", per poi lasciare ampio spazio a scorribande nei reparti salumi e formaggi - sia chiaro, tra Cheddar e Stilton vince Stilton -, in quelli delle birre, dei vini, dei dolci. Ieri, però, c'erano anche loro a esplorare l'area tea e tisane. Ne abbiamo provata una spettacolare: the, latte, cannella, cardamomo, pepe e zenzero. Dicono riconcilii con il mondo. Fosse vero, credo potrei portarne a casa un bidone, RyanAir permettendo.

mercoledì 12 agosto 2009

London - Part One

Ovvero il battesimo del Tubo.
Alla fine, per muoversi a Londra, l'importante è trovare la formula giusta. Noi ce l'abbiam fatta con l'off-peak tariff: due adulti al prezzo di uno, ragazzi un pound e viaggi unlimited su metro e bus. Solo che non glie lo abbiamo spiegato che passare da una line all'altra spesso vuol dire infiniti giri in cunicoli e corridoi che sembran non finire mai. Al terzo cambio ci hanno odiato. Però li abbiam portati anche sul bus rosso a due piani. Solo divertimento: venti minuti in coda dal Parlamento a Trafalgar. A piedi ne sarebbero bastati cinque, ma vuoi mettere la differenza?
Il primo tour è canonico, del resto è la loro prima volta. Però in Hyde Park si son lasciati andare. Scalzi, in pieno sole, pancia all'aria e libro in mano eran molto più British di noi che con guide e cartine, alla fine, sembravamo solo turisti.

lunedì 10 agosto 2009

Tourists Attractions

È evidente. Siamo turisti. Le destinazioni, le mete, gli obiettivi sono quelli ben segnalati sulle cartine. Così la nostra prima gita è Oxford, dove ci regaliamo una giornata semplicemente a zonzo, tra College, cortili, cappelle, biblioteche e strade brulicanti di persone. Pranzo al mercato coperto, poi a piedi nudi nell'erba nel parco del Christ CHurch College. Sfuggiamo la tentazione della remata col barchino sul Tamigi e resistiamo anche alle suggestioni Harry-Potter-Style, il che, con la banda di adolescenti che abbiamo al seguito, ha quasi del miracoloso. Comunque Charles Dogson al Christ ci ha insegnato matematica e questo io non lo sapevo.
La seconda tappa, invece, ci ha portato a Stonehenge. Quasi cinque ore per un percorso di poco più di 200 km dà - credo - l'idea delle condizioni della viabilità britannica. Un incubo. E non c'è navigatore che tenga. Si va di cartine per studiare ogni possibile percorso alternativo.
Poco importa, però. Credo che se avessimo desistito ci sarei rimasta male. Il luogo ha per me tanto fascino, anche se, confermo, anche io come molti altri prima di me lo immaginavo più grande. Ovviamente i turisti son tanti, anche rispetto ad altri luoghi la presenza italiana è minima.
Restiamo per ore, fino al tramonto. Fino a che il sole non attraversa con gli ultimi raggi, i portali di pietra. Suggestivo, si. Tanto.

sabato 8 agosto 2009

Trucu.lenti

Il primo approccio con la guida sbagliata inglese è da panico. O da comica. Star seduta dove di solito ho pedali e volante con davanti il vuoto di una strada senza controllo ha un effetto esilarante. Meglio che Gardaland. Ogni curva un terno al lotto. Ogni incrocio una sfida a regole e convenzioni. Io ci metto del mio e sussurro litanie - il cordolo-il-marciapiede-il-paracarro / il marciapiede-il cordolo-il-paracarro / il-paracarro-il-marciapiede-il-cordolo - e ogni tanto mi scappa un grido come sulle montagne russe, ma senza braccia alzate. Loro, gli inglesi, fan di tutto per tranquillizzarti. Slow-slow-slow. SLOW NOW! Slow-slow-slow. SLOW NOW! Seguiti da un perentorio Kill Your Speed. Ma è al terzo Deadman's Cross che mi domando se dietro l'angolo troverò zia Agatha o Freddy Kruger in trasferta.

lunedì 3 agosto 2009

Che mica sarà sempre vacanza, no?

Ovvero, anche l'autunno porterà con sè qualcosa di buono.
O di bello.
E se Milano fa i teaser poster,
perchè non posso teaserizzare anche io, un po'?
E fa niente che teaserizzare non si dice.

domenica 2 agosto 2009

E comunque


Mergozzo sarà anche un paesino di duemila anime,
a parte le diecimila di ieri sera,
però, loro, come a nuiork le strade le chiamano con i numeri.
Altro che Fifth Avenue.
Con le dovute proporzioni, va da sè.


Casualties


Credo sia stato per ammazzare il caldo di un tardo pomeriggio all'alba di agosto. E anche quell'accenno di noia che di solito riempie l'attesa di qualcosa che deve ancora arrivare. [ma arriva, arriva] A Mergozzo ci sono i fuochi, stasera. In fondo è un'ora di macchina, lungo un'autostrada deserta, che il confronto con Mestre sembra quasi paradossale. E alla fine si arriva in un paesino che sembra quasi un presepe, appoggiato su un lago grande poco più di uno specchietto da cipria. E prima ti arrabbi, pensando che l'unica volta in vita tua in cui ti viene in mente di andarci è la stessa scelta da altri diecimila sfaccendati come te, tutti insieme ad affollare i vicoli e a vagare per il lungolago fino a quando fa buio. Fino a quando le luci si spengono e nel buio siam tutti con il naso all'insù. E, come bambini, facciamo tutti ohhh.

venerdì 31 luglio 2009

Così, per dire

No, non sono ancora in ferie.
Punto.

Re.pulisti

È divertente, in questi giorni che precedono la pausa estiva, vedere i miei colleghi in affanno a riordinare le loro scrivanie. Meglio delle pulizie di primavera. Obiettivo ritrovare la base di appoggio per gli avambracci. Fingono di scartare, razionalizzare, eliminare, si illudono che l'arretrato scompaia per il solo miracolo di non averlo sotto gli occhi. Io mi limiterò a re.impilare tutto. E a com.pilare la to do list. Che sarà l'unica cosa di cui avrò davvero bisogno al rientro.

giovedì 30 luglio 2009

Nostalghia



Incapparci in una torrida serata di fine luglio, tra un melone, la birra fresca e due chiacchiere in cucina, ha il sapore del tempo perduto. Come il prefisso 06, per chi chiama da fuori Roma.

mercoledì 29 luglio 2009

Qualcuno ha fatto la spia

Il pomodoro avvizzito, da due settimane dimenticato
in fondo al cassetto delle verdure ringrazia.
Finalmente ha avuto degna sepoltura.
Anche il limone.

martedì 28 luglio 2009

Curri.curri.cula

Dopo una giornata trascorsa a sistemar curricula, ho deciso che d'ora in avanti assegnerò un punto di penalità per ogni informazione inutile che vi trovo inserita. Per cui, tu che non stai certo facendo domanda per un posto da illustratore o creativo, sappi che del fatto che a dieci anni hai vinto un concorso con un tuo disegno, non me ne frega una cippa. Esattamente come dell'orticello dell'altra candidata, che, per di più, mi informa che si diletta di cucina e si muove volentieri in bicicletta. Per lei i punti in meno son già tre.

lunedì 27 luglio 2009

E son soddisfazioni

Partecipare a un matrimonio italo-inglese sulle colline pesaresi in un torrido pomeriggio di luglio ha le sue soddisfazioni. Ad esempio veder confermata la diceria che per le figlie di Albione, ai matrimoni, cappello e fiori in testa sono d’obbligo. Così come son d’obbligo mise definitely appariscenti e tentatively di classe, possibilmente su bicipiti e schiene più tatuate di Popeye. Ma se per tutto questo c’è Mastercard, la soddisfazione di veder due-paia-due di meravigliose Jimmy Choo tacco 14 crollare verso metà pomeriggio sotto il passo militaresco delle loro proprietarie non ha davvero prezzo.

venerdì 24 luglio 2009

Cani.cole

In genere amo il treno. Perché mi siedo e non c'è traffico che tenga. Perché leggo. Perché scrivo. Perché dormo. Semplicemente perché mi faccio gli affari miei. Ma su questo Milano-Bari, già in ritardo e non è un'ora che siam partiti, con l'aria condizionata rotta e le ventole che dieci minuti vanno e dieci no, sto quasi male. E il gomito di G. qui sul bracciolo è fastidioso come qualunque cosa in questo momento mi sfiori. Sigillata in questo scompartimento ho solo voglia di rompere il vetro. Aria. Aria.

giovedì 23 luglio 2009

Lessico e nuvole [nere]

Mettiamo in chiaro un paio di cose: darti una mano, per favore, significa darti una mano. Non che mi appioppi un lavoro che minimo minimo mi prenderà tre giorni secchi, revisioni escluse. Cogliona io che non ho chiesto lumi. E che non son venuta con il vocabolario nel tuo ufficio, soprattutto.

martedì 21 luglio 2009

domenica 19 luglio 2009

Dei riti dell'estate

Nella ritualità di questi fine settimana al mare, il mercatino dei libri ha un posto importante. Arrivano un sabato di metà luglio, carichi di decine e decine di scatoloni stracolmi e li dispongono lì, sui muretti del lungomare. Recuperi di cantine e di vecchi negozi, collezioni e raccolte sopravvissute al macero, c'è di tutto e niente è nuovo. Così si rovista tra vecchie Bur e polverosi Oscar, tra Gialli Mondadori e Urania. In un angolo Barbara Cartland sorride alle signore in caftano pronte a sdraiarsi sui loro lettini, mentre I Grandi Classici di Topolino van bene per i più piccoli che mica li han mai letti. Quest'anno uno scatolone conteneva decine e decine di Salgari, che se non li avessi già tutti a casa li avrei presi per la naivité delle edizioni. In compenso ho fatto scorta di gialli, da Wallace a Conan Doyle, a 50 centesimi l'uno, che nemmeno il quotidiano costa così poco. E comunque mi dà meno soddisfazione. Elena ha scoperto i Gialli dei Ragazzi. Nancy Drew e i Pimlyco Boys, mica pizza e fichi. Siamo arrivate in spiaggia caracollanti e fiere del nostro bottino. G. mi ha guardato perplesso: "Ma non eri tu che volevi il Kindle?". Nell'attesa devo pur far passare il tempo...

venerdì 17 luglio 2009

Sia lode ai curatori

Va bene, io non sono mai stata una grande amante di Carver. L'ho letto quando praticamente non si poteva non leggerlo. E poi non so come all'università mi avevano piazzato in mano Vuoi star zitta per favore? e le Short Stories, con annesso dibattito su minimalisti e non minimalisti. Tappa obbligata, più o meno. Comunque a me piaceva di più Leavitt, e non so dir perchè, oggi. Premessa a parte, in un raptus di follia ho comprato Principianti, che sarebbe una ripubblicazione dei racconti di Carver così come lui li aveva pensati e voluti prima che il curatore della sua casa editrice li tagliasse per una buona metà. A parte ogni considerazione sul fatto che non è detto che qualunque riga scritta da qualunque scrittore sia sempre e in ogni caso meritevole di pubblicazione, mi sono resa conto che se Lish a suo tempo decise di tagliare il tagliabile aveva i suoi buoni motivi. Ottimi motivi, direi. Semplicemente il leitmotiv di depressione, alcolismo, instabilità di coppia e nullità familiare viene amplificato con un sacco di aggettivi e sostantivi in più. L'entusiasmo è un'altra cosa.

mercoledì 15 luglio 2009

Accaldamenti metropolitani

In metropolitana a Milano è stata estesa la copertura della rete mobile. Questo significa che da Lotto in poi i vagoni pullulano di persone con il cellulare incollato a un orecchio e un dito dentro quell'altro, blaterando i fatti loro nella speranza di sovrastare il rumore ambientale. In compenso la copertura non riguarda le fermate periferiche e meno affollate. Considerando che l'avevano venduta come una conquista per la sicurezza degli utenti, non mi sembra questa gran furbata.

martedì 14 luglio 2009

E io che mi credevo...

Va bene che Canova va di moda di questi tempi, ragion per cui non c'è niente di meglio che rispolverar Amore e Psiche sotto altra angolazione. Pubblicitaria.

Fatt'è che io al cuscino dell'ammore non ci avevo mai pensato. Non in questi termini, ecco.
E comunque dicono che ci sia la crisi, dicono. E che bisogna reiventarsi un mestiere. Puglia rulez, ecco. Magari li fornisce pure a Tarantini per le serate con lo psicopapi.

giovedì 9 luglio 2009

Question time

Che all'ora di pranzo ci sta anche bene. Posto che non so come mettere un'immagine di mio gradimento in cima a questo blog, così, giusto per cambiargli un po' faccia e trasformarlo in dependence vera e propria dell'altro, la domanda che mi assilla è un'altra:
Perchè quando vado da Dantès mi compare questo messaggio in cima alla pagina:

Blogger ha contrassegnato questo Blog come
contenente contenuto inaccettabile?

Però il contenente contenuto mi fa venire in mente un incontinente contenitore

Il peso dell'ignoranza

Alla fine, mi sono resa conto che per lo meno in tre (contando Poison e Dantés) siam rimasti [s]colpiti dal libro di 24 kg omaggiato dal PdC agli 8 che eran con lui. A parte il fatto che se eran 8, lui incluso, poco mi spiego la tiratura in dieci copie. Che non mi si dica che c'era da far la cifra tonda.
Comunque a me questa storia del librone con carrello per il trasporto incluso mi ha fatto venir ancor più voglia di Kindle. Che da quando l'ho avuto in mano mi son resa conto che lo Dimonio è proprio un'altra cosa.

mercoledì 8 luglio 2009

Abitudini [reprise]

E comunque dopo due giorni mi sono quasi abituata alle lenti progressive. Praticamente basta che mi ricordi di non sbirciare in basso quando scendo scendo le scale, di non occhieggiare di lato quando parcheggio la macchina, di non alzare gli occhi quando cerco un libro sullo scaffale ed evito qualsiasi senso di nausea. In compenso, devo tener fisso lo sguardo nel centro della lente e girare la testa incurante della cervicale per garantirmi una visione ottimale.
E' proprio all'idea della presbiopia che non riesco a farci l'abitudine. E poi l'allontanare le pagine per riuscire a metterle a fuoco era diventato il mio stretching quotidiano.

lunedì 6 luglio 2009

Abitudini

Alla miopia sono abituata da decenni, ormai.
E' alla presbiopia che non mi sono ancora rassegnata.
E tutto sommato mi demoralizza anche un po'.

domenica 5 luglio 2009

Note a margine

Da bambina la cosa che odiavo di piu' al mare era il riposino pomeridiano.
Che e' anche la cosa che piu' amo adesso che son grande.

venerdì 3 luglio 2009

Avvis.amenti



Se ricevi un messaggio
con l'invito a girarlo
a tutti quelli che conosci,
per favore
fai finta di non conoscermi.

giovedì 2 luglio 2009

Io e l'aritmetica...

...mica siam mai andate così tanto d'accordo. Conoscenti superficiali, con frequentazioni obbligate. Roba da salotto buono e poco più. Mai un caffè in cucina, tanto per dire. E forse è per questo che se metto insieme i posti che voglio visitare e le cose che voglio vedere mi rendo conto che superano abbondantissimamente i giorni che ho a disposizione. Ma abbondantissimamente proprio.

Asprezze

Ieri sera mi son lasciata di nuovo coinvolgere nella serata con il degustatore di birre. Che lui è un personaggio e in effetti finisci per ascoltare solo lui che parla e la conversazione va anche un po' a ramengo. Però è divertente e poi affabula e a me quelli che stan lì e perdon tempo a raccontarmi le cose, partendo dalla notte dei tempi e cincischiando con gli aneddoti piacciono sempre anche se sboronano un po'. Comunque questa volta il Lambic non ce l'ha portato. Ne ha portato uno simile, anzi una, visto che di birra e non di Lambic si trattava, per l'appunto. E si è ricordato della mia faccia la volta scorsa, prima e dopo averla assaggiata. Quando - lo so, per stupire - si era dilettato a discettar di candida, di criptococcus e di tutti i batteri che si sviluppano nella fermentazione.
Comunque non mi piace lo stesso. Anche senza Candida.

lunedì 29 giugno 2009

Diabolico

Ci voleva la morte di Michael Jackson, con tutto il suo strascico di scandali su figli veri e presunti, inseminazioni artificiali, guerra tra mogli e padri indegni per far spostare i riflettori da palazzo Grazioli. Geniale. Verrebbe da chiedergli come ha fatto. E non sto parlando di MJ, va da sè.

venerdì 26 giugno 2009

Ir.riverenza

Mettiamola in questi termini. Una esce di casa la sera comunicando al proprio consorte la dipartita di Farah Fawcett. Nel breve tragitto casa-ristorante i due battibeccano sulla tardiva decisione del buon Ryan O'Neal di convolare a nozze. Lei cita Love Story, il disincantato consorte sostiene invece che è meno oneroso prendere impegni con una moglie in punto di morte che con una in ottima salute e perfettamente in grado di triturargli i maroni per il resto dei suoi giorni. Ogni riferimento, va da sè, non è casuale. Dopo qualche ora, nel corso della quale nè Charlie nè le sue Angels sono state nominate foss'anche una sola volta, i due tornano a casa. La novità, a questo punto, è che Michael Jackson è morto. Anzi è in coma. Anzi no. Anzi. Comunque a lei viene in mente solo Weird Al Jancovic. E non ha nemmeno bevuto.

giovedì 25 giugno 2009

E comunque 2

Brenda mi stava già sulle palle nel 1990,
figuriamoci diciannove anni dopo.
Ovvero, questa è la risposta al post di Skizo.

E comunque...

...delle millanta tracce che ora di ieri sera abbiamo sviluppato, due le abbiamo imbroccate in pieno. Ma proprio centrate centrate, come nel gioco della pentolaccia.
S. mi ha già proibito di darmi malata il prossimo anno. Così, per dire. Mette le mani avanti.

mercoledì 24 giugno 2009

Tracce

Finora ne abbiamo preparate cinque. Dante/Benigni/DivinaCommedia/CulturaInTv. Benigni/Allevi e il dibattito culturale sulla banalizzazione di musica e Dante. Futurismo/Futurismi, con seguito di attualizzazione del futurismo nei metalinguaggi, paralinguaggi, parole in libertà, arte visuale e suoi annessi e connessi, Rosso trevi incluso, mica pizza e fichi. E poi Calvino e le città invisibili con connotazioni di tipo ambientale e sociale, e una pappina sui social network e la rete, che mica ce la potevamo lasciar scappare no?
Al varco mi aspettano ancora darwinismo/evoluzionismo, crisi economica, Barack Obama, qualcosa sui poeti maledetti e non so che altro.
Per fortuna che la maturità non è quella di mia figlia. Le sue amiche stazionano qui da stamane. Io mi son presa un giorno di ferie. E comunque mi diverto, giuro. Malgrado l'urlo che ho appena sentito: Il muro di Berlino!!!! Devo ripassare. Al volo.

Status rubato a un amico su Fb

Non aprite alle sconosciute,
potrebbero essere escort mandate da qualcuno con secondi Fini.

lunedì 22 giugno 2009

Assenze

E' come se avessi messo le lenzuola sulle poltrone e sopra i tavoli in questa casa. Ma nun ja fo a star dietro a tutto. Adesso ho solo arieggiato le stanze. Poi torno. Soprattutto quando gli stagisti mi avranno abbandonata definitivamente, chè io non posso davvero abbandonare loro.

venerdì 12 giugno 2009

Basta rendersene conto

Leggere Pinketts per la prima volta alla soglia dei quaranta-e-il-resto-mancia non è esattamente una buona idea. Fuori tempo massimo. Ma fuori fuori.

giovedì 4 giugno 2009

...che le palle ancor le girano

No, le mail elettorali quelle proprio no. Biecamente subdole. Candidati, partiti e movimenti aggirano il rischio spam invitando gli adepti zeloti e zelanti a comunicare la loro scelta a tutti i loro contatti di posta elettronica. Con tanto di link utili, come se uno non sapesse informarsi da sè. E gli zelanti inviano. Inviano. "Io ho scelto". E chissenefrega. Anch'io. 

mercoledì 3 giugno 2009

Decadimento

Uh mamma, bello questo libro, è da un po' che volevo leggerlo. Me lo presti ?
Felice del mio bottino mattutino, sono pronta a salire sul metro, certa che la prima mezz'ora e i secondi 25 minuti di percorso non saranno poi così noiosi. Conquisto il mio posto nell'angolino, al capolinea, si sa, è più facile, e mi immergo nella lettura. Strano senso di dejà vu. Di già letto. Scorro le pagine, salto i capitoli, fino all'agghiacciante certezza. Già letto. A gennaio. E non mi aveva neppure entusiasmato. Potenza della copertina diversa. E im.potenza della mia memoria. 

giovedì 28 maggio 2009

Falsitudini

Leggevo ieri il post di Piazza sulle pubblicità e sulle loro falsitudini. Nemmeno a farlo apposta, ieri sera tornando a casa sono inciampata nella versione radiofonica della pubblicità Simmenthal. Che già quella televisiva puzza di fasullo a qualche chilometro di distanza, con lei che vagamente ricorda la Noemi del papi ed esulta per la magrezza del piatto che le viene offerto a tavola. Quella radiofonica è peggio, perchè seguendo il vecchio adagio che con bambini e cani al cinema e in pubblicitàsi va sul sicuro, fan parlare il nipotino dello zio fidanzato con la Noemi. Ieri lo zio ha portato la sua squinzia a pranzo, recita l'infante. E la squinzia apprezza così tanto la Simmenthal che il minore la promuove ipso facto a galla. Era più credibile il bambino della Tinsemal, giuro. 

mercoledì 27 maggio 2009

Degli spaccamenti di faccia

Io, al tipo che è tornato da Londra con me ieri, gli avrei spaccato la faccia. E passi che va in giro con cinque-telefoni-cinque, di cui due Blackberry, un Communicator e un altro Nokia che lui chiama sgrauso, ma in realtà costa dai 400 euro in su, e passi che se li tiene in mano a tre alla volta, manco fosse il portaborse di Brunetta, e passi che squillano in continuazione interrompendo qualsiasi tentativo di portare a termine un discorso compiuto. Passi anche che il massimo per lui è far shopping da TopShop per l'una o l'altra delle sue [in]esistenti fidanzate. Sono riuscita anche a sorridere, quando mi ha chiesto in prestito la batteria del mio BB perchè la sua era ormai stesa. Ma quando mi ha apostrofato con un "Ma non dirmi che tu sei ancora una di quelle che pagano le cose. Non hai proprio imparato come ci muove in questo settore" gli avrei voletierissimo spaccato la faccia. 
Per essere uno che ci è entrato da tre anni o giù di lì, nel settore, ha capito perfettamente come si fa, per screditarla questa sciagurata professione. 

venerdì 22 maggio 2009

Limiti

Uno va avanti una quarantina d'anni nella sua vita impegnandosi a essere davvero democratico. Credendoci anche. E di colpo, un giorno si sveglia e si domanda se davvero ne vale la pena. La stupidità altrui è il vero scoglio su quale si infrangono le migliori velleità. Anche quelle coltivate amorevolmente per decenni. 

mercoledì 20 maggio 2009

Gadget

In tanti anni di onorato lavoro, di gadget ne ho visti tanti. Ma tanti tanti. Alcuni francamente improponibili. Alcuni che gridano vendetta al mondo. Ma mi domando che cosa ho fatto di male perchè la mia partecipazione a un convegno debba esser premiata con il libro di Renato Brunetta. 

venerdì 15 maggio 2009

Turba.menti

Avere l'accredito per la Fiera del Libro 
e non trovare nemmeno mezza giornata per andarci.

giovedì 14 maggio 2009

E comunque


...mia nonna diceva
che la prima gallina che canta è quella che ha fatto l'uovo.
Punto.

In.contentabile

E comunque me lo devono ancora spiegare cosa ci fa un albergo in puro stile thai nel bel mezzo della Costa Blanca spagnola. Bello, per carità, ma il buenas dias accompagnato da un mezzo inchino del personale vestito di sete verde e amaranto fa uno strano effetto. Quasi come mangiare rolls e tofu al posto della paella. Ovvero ciò che è puntualmente accaduto ieri sera.

mercoledì 13 maggio 2009

Bizzarrie aeroportuali

Che il notebook vada tolto dalla sua borsa, prima di passarlo al controllo di sicurezza era cosa che già da tempo si fa. Ma di doverlo passare acceso sotto lo scanner non m'era mai capitato finora. Così, stamattina, a Linate è stato un trionfo. Di improperi. Ne ho sentito anche qualcuno bizzarro. Me lo son segnato. Potrebbe venir buono all'occorrenza.

lunedì 11 maggio 2009

Toni moderati

Naturalmente, su FB e su qualunque altro social-qualsiasi-cosa-va-bene spopolano le riproduzioni dei manifesti anti-Salvini sul metro e sui tram di Milano. Tipo quello che ho messo nell'altra casa, per capirci. Singolari, tuttavia, i commenti dei moderati nonchè illuminati nonchè antirazzisti naviganti. Uno per tutti: "Ve lo lascio il posto, Milano fa cagare, milanesi di merda". Chapeau.

giovedì 7 maggio 2009

Strane richieste

"Vorrei avere indicazioni su come realizzare un servizio
ad ok per la mia azienda".
Ovvero, poi ci si stupisce del perchè io resti sempre così indietro a smaltir la posta.


Allarmanti allarmi

"Adesso vi evacuiamo"
Eh no, mica erano questi i patti.

mercoledì 6 maggio 2009

Ci ho sempre da brontolare

Io la canzone di Jova, Liga, Morgan e degli altri 53 in fila per 6 col resto di 2 non l'ho ancora sentita. Premessa, questa, indispensabile. Così come è indispensabile tener presente che io faccio parte di quella generazione che nella sua post adolescenza si è beccata il primo - e vero e unico - Live Aid, con tanto di Band-Aid annessa. Detto questo, pur comprendendo il gesto e la buona volontà, mi domando se per la causa abruzzese non sarebbe stato meglio che ciascuno dei 56 artisti scegliesse di devolvere il ricavato di una serata, oppure di un disco, o finanche di un singolo. Ci avrebbero guadagnato gli abruzzesi e ci avremmo guadagnato anche noi, privi di un non memorabile birignao buonista. 

lunedì 4 maggio 2009

Impegni della settimana


Giovedì ci ho da fare. Ecco.
Mi domando solo se, come a scuola, dovremo tenerci per mano.
E allinearci sotto il cartello della classe del proprio piano.
Io terzo, ala est. 

venerdì 1 maggio 2009

Io Vagabondo

Altrettanto inevitabilmente precipito indietro nel tempo. Negli anni. A quel pomeriggio d'estate. Trent'anni fa, forse trentuno. Noi muti e increduli, in quella chiesa. Davanti a qualcosa che non capivamo, che non volevamo capire. E i racconti a mezza voce. Di te, che quell'ultima notte avevi chiesto a tua madre di toglierti la mascherina dell'ossigeno per respirare ancora come una persona normale, avevi detto. Di te che ci avevi fatto innamorare in tante, noi poco più che adolescenti perse dietro il tuo sorriso. Delle corse in bicicletta e dei pomeriggi con la chitarra in mano, che allora il tempo lo si passava così. Andiamo in pace e un'ultima canzone per te. L'avevi chiesta tu. Io un giorno crescerò e nel cielo della vita volerò. E io sento sempre lo stesso nodo in gola. Come allora. Non cresco mai. 

Agèe

Inevitabile.
Quando sento i Nomadi cantare Io Vagabondo
mi viene il magone. 

martedì 28 aprile 2009

Boutade

L'Udc candida Emanuele Filiberto.
Cazzone per cazzone potevano anche candidare Trentalance.
Che almeno si professa credente

Non è solo la pioggia

In effetti stamattina, dopo aver lasciato la zona dei campi fradici e il canale pronto a esondare, non capivo più se quella che stavo attraversando era piazza del Duomo o piazza San Marco con l'acqua alta. E il cartellone luminoso di fianco a Palazzo Marino, nelle luce-non-luce di un giorno così, mi ricordava ancora di più Blade Runner, forse. Ma io non ero Rick Deckard. E son passata di fianco al Multicenter senza fermarmi nemmeno a comprarmi un libro, che il mio è rimasto sul tavolo in cucina. Ma ero sicura che se lo avessi fatto, avrei fatto l'ennesimo cattivo affare. In questi tempi non c'ho più fiuto. 

Che poi

Che poi ho iniziato due post, questo è il terzo,
con un che poi.
 E in effetti stanca.
Me per prima. 

Captatio Benevolentiae

Che poi è la cosa che più spesso mi trattiene dallo scrivere alcune cose. Qui o là, in questo caso è esattamente la stessa cosa. Però, ecco, poi qualcosa uno finisce sempre per scrivere.
Ad esempio che ci sono almeno un paio di persone alle quali spaccherei la faccia in questi giorni. E di una mi ricordo vagamente il volto, dell'altra invece proprio non lo so, ma vorrei saperlo. Perchè vorrei proprio chiederglielo se non si sentono delle merde. Così, faccia-a-faccia-face-to-face, occhi negli occhi, dritta al punto. 

giovedì 23 aprile 2009

Che poi

Che poi oggi sono nervosa e quando sono nervosa mi viene la postite. Di là, ovviamente. Di qua mi verrebbe da raccontare. Di quelle lettere che ti cambiano la vita, ad esempio. Quando le ricevi e quando le scrivi. Però ho mal di testa. E forse il problema è il magone, che mi viene davanti ai gesti gentili. E ancora mi vergogno. 

Brevi manu

Qualcuno vede la luce in fondo al tunnel.
E non si accorge che quel che sta guardando
 è il riflesso dell'entrata, che ancora brilla nello specchietto. 

domenica 19 aprile 2009

Parole

A volte te ne innamori, così. Incontrandole per caso, in una pagina di giornale trovata chissà dove.

Squieto

Che è meglio di inquieto. Anzi, è fin diverso se poi ci pensi un po'.
E solo dopo averlo gustato sul palato, mi sono ricordata di Salvo.
Squieto e nirbuso. 

venerdì 17 aprile 2009

Gazpacho

No, non è stagione ancora, lo so. Però è stata la prima cosa che mi è venuta in mente quando il tam tam tra colleghi e conoscenti su FB ha cominciato a risuonare. Si dice sia morto. Non si dice, è. E probabilmente il quando, il come, il perchè eran le parole più ricorrenti. Nella mia mente, però, solo un pensiero: Gazpacho. Perchè io e lui ci eravamo conosciuti anni e anni e anni fa, quando era più figo dire Irc invece di chat. Due nick, all'inizio, salvo scoprire subito dopo di esser più o meno colleghi, intenti alle stesse sperimentazioni. Fuori dallo pseudo-anonimato è stato facile iniziare a collaborare anche un po'. E poi l'invito a cena, una sera d'estate. Ti faccio il gazpacho, mai provato? No. E mi ricordo la pignoleria con la quale mi spiegava le proporzioni, il tempo di riposo, gli accompagnamenti, e la boule del ghiaccio da infilar nella ciotola, perchè raffreddasse senza annacquare. Parole parole parole e quei tratti di verve polemica che venivano fuori e che avrei scoperto negli anni essere destinati a diventare il suo tratto distintivo. Un rompiballe, lo definiscono oggi in tanti in rete. Un troll, in più d'uno han detto. Capace di polemiche feroci. E infinite. Estenuante. Da tempo non ci incrociavamo più e l'ultima volta che ci incontrammo, forse un paio di anni fa, ci salutammo appena. Oggi, a molti restano le sue parole e i suoi libri. A me, la ricetta dal gazpacho. Ti sia lieve la terra, Fabio. 

mercoledì 15 aprile 2009

giovedì 9 aprile 2009

Mammitudini

La Ele sta con l'Andre. La fonte è certa, nessun dubbio. Traduco. La quasi-dodicenne sta con un quasi-tredicenne. Ventiquattro anni in due, per meno di settanta chili di peso. In due. L'ossario del Mac Mahon in versione preadolescente. Lei non ha il cellulare, lui nemmeno. Messenger lo usano di rado. A scuola lei è al primo piano, lui al secondo. Qualche volta lui la saluta dalla finestra. In compenso si vedono tre volte alla settimana agli allenamenti. Quattro o cinque se ci sono le gare nel fine settimana. Discutono animatamente di piastre e cuscinetti, ma evitano qualsiasi contatto fisico: si sa mai gli altri se ne accorgano e comunque sono timidi. In compenso a Carnevale si sono dati appuntamento in piazza. Lui ha riempito di schiuma lei, lei ha fatto lo stesso con lui. Il massimo del romanticismo. Lui scrive sul diario di scuola Elena ti amo. Lei, sotto la foto della squadra, scrive L'Andre è più di un amico. Lui si è qualificato per i campionati Italiani in Siclia. Lei no. Lui non ci andrà. Proverà a qualificarsi per quelli di Siena. Si sa mai che per allora lei abbia imparato a carrellare più veloce in curva. 

martedì 7 aprile 2009

The Jackal

Ovvero le cose che mi mandano in bestia. Ho fatto in tempo a sentire, ieri sera, Bruno Vespa invitare il Monte dei Paschi di Siena a farsi carico del restauro della Chiesa di San Bernardino da Siena a L'Aquila, dopo averlo visto grufolare tra le macerie in cerca di un orsacchiotto di peluche, che rendesse l'idea, se mai l'ottuso spettatore non ci fosse arrivato da solo, se mai lo strazio non fosse sufficiente. Un orsacchiotto, o un cagnolino di pezza, come la bambola di Ustica, a solleticare l'immaginario collettivo. Pornografico. Va beh. Ho spento la tv. Stamane leggo che MPS ha telefonato ieri sera in-diretta-nazionale per annunciare la sua adesione alla richiesta di Vespa. Che d'ora in poi non condurrà piùPorta a Porta, bensì Markette.

p.s. e lo so bene che non è questo il momento delle polemiche e che comunque è un gesto concreto e che comunque è un impegno e che bla bla bla. Però la mia nonna mi aveva insegnato che certi gesti si fanno in silenzio e di nascosto. Con rispetto, appunto. 

venerdì 3 aprile 2009

Lettura del pensiero

La cosa più tremenda, mentre ti riferivo le obiezioni di tuo padre, è stato percepire i tuoi pensieri. Netti. Precisi. Uguali ai miei, migliaia di anni fa. La differenza è che oggi io, lui, lo capisco. Tu invece no. Capitava anche a me, allora. E dopo avervi fatto parlare, ho cercato di tradurre. Te e a lui. Lui a te. Non so se ci son riuscita. La lettura del pensiero è più facile della sua interpretazione.

martedì 31 marzo 2009

Facite Ammuina

De Bortoli va al posto di Mieli. Anzi torna. De Bortoli Bis. Mentre Riotta va al Sole. Dove vada Mieli al momento è irrilevante. Può darsi che sia già previsto in qualche carta un Mieli Ter in via Solferino, può darsi invece no. Sta di fatto che tutti corrono e si affannano, tra giri di poltrone e comitati di redazione, e intanto - ta dah! - l'officiante stoppa la musica. E una sedia resta lì, bella vacante. Ohhh, fanno i bambini. E' quella del Tg1. Ma dai...

ps. I nomi son quelli di Rossella, Belpietro e Orfeo. Amici, insomma. E dire che io guardo X Factor.

venerdì 27 marzo 2009

Dico.tomie

Che di crescere non si smette mai, qualcuno dice. E io ci credo. Forse non ci ho mai creduto tanto come in questi giorni. Che son giorni di risate e lacrime. E rido, quando lei mi bisbiglia "ti introduco io" e nel frastuono che ho in testa a mala pena percepisco quell'aggettivo che antepone davanti al mio nome. "Storica". E quando lo realizzo le domando se intende dire "vecchia". Rido io, ride lei. Non voleva, ma l'effetto è proprio quello. Vecchia. Vent'anni fa esordivo. Si, vecchia ci può anche stare, anche se storica fa un po' più figo, me ne rendo conto. Poi mi dà quell'autorevolezza che non son proprio certa di avere. Ma che tanto vorrei, quando mi trovo a tu per tu con te. Con le tue lacrime, con i tuoi dubbi, con i tuoi inciampi di adolescente. Con quel tuo bisogno di sentirti rassicurata, ma forse non da me. E io mi sento inadeguata. E vorrei imparare in fretta, vorrei sapere come si fa a esser ciò che vorrei essere. Per te. Per voi. E mi accorgo che l'unica cosa che so fare è accompagnarti, perchè precederti non posso più. E forse cresco anche io, forse.

giovedì 26 marzo 2009

Quella voce, alla radio

Per me è stato per anni la voce della radio. Quella del microfono aperto. RadioPop, ecco.
E leggere stamane che se ne è andato, mi lascia quel senso di vuoto
che lasciano le cose belle che non tornano più.
Qui il ricordo su PeaceReporter.
Qui parole sue, per capire chi era Marco Formigoni

martedì 24 marzo 2009

Fattore X

ma quelli sono gli idiots?
no, sono i bastards
ah...

Perle

"favorisca la patente, prego" 
"Oh non ce l' ho, io non credo nelle patenti"

Ovvero: come trasformare un trito e ritrito cineforum scolastico indirizzato alle famiglie in una vera chicca. E come rivitalizzare la programmazione del lunedì sera, ormai orfano di X-Factor. 

domenica 22 marzo 2009

Articolazioni

Agli allenamenti, ieri, c'erano la Elena, il Giacomo, l'Andrea, il Marco, la Chiara, l'Alessandra, il Ricky, la Macky, il Claudio, l'Alessandro, la Giulia, la Daria, l'Alice, la Camilla, il Luca, il Fabio, la Marta, il Matteo e Ivan. L'unico disarticolato, evidentemente. 

Mens sana in corpore sano. Lingua perraro. 

giovedì 19 marzo 2009

Quando mi si apre un orizzonte

Il mio collega mi ha spiegato che ad aprile c'è la grande giornata della foto a foro stenopeico. Ci ho messo quel po' che ci voleva per capire di che si tratta e mi si è aperto un mondo. Qualcuno la chiama anche pinhole, ma tanto non avrei capito lo stesso fino a che lui, il collega, non me lo avesse spiegato. Comunque a me l'idea che uno possa costruirsi una macchina fotografica vera da un tubo di Pringles fa impazzire. E ancor di più mi fa impazzire l'idea che chi l'ha già costruita senta la necessità di specificare a quale gusto erano, quelle benedette Pringles. Si sa mai che cipolla e sour cream rendano le immagini più sfocate. 

La foto è di Martina Hansen. Le sue Pringles erano salt & Vinegar.  Ma la Gallery merita tutta. 

lunedì 16 marzo 2009

Horror Vacui

Ovvero: indovinello

2 be, or nt 2 be: tht’s the q:
Whether ’tis nblr in the mnd 2 sffr
The slngs & rrws of trgs frtn,
Or 2 tk rms gnst a sea of trbls,
by ppsng end thm? 2 die: 2 zzz;
No mr & by a zzz 2 say we end
The hrt-ache & the thsnd ntrl shcks
That flsh is hr 2, ’tis a cnsmmtn
Devoutly 2 be wsh’d. 2 die, 2 zzz;


venerdì 13 marzo 2009

Un tanto al chilo

Per esser bellino è bellino. Bella la copertina. Bella la carta. Carina anche l'immagine di copertina. A dire il vero ero anche curiosa e la mano si è allungata più di una volta in quel tira e molla che precede l'abbandono con rimpianto. Però sono 60 pagine in tutto. Romanzo breve o racconto lungo, la definizione dipende sempre da chi misura il bicchiere. Ma sempre 60 pagine restano, prefazione inclusa, mi figuro. E quella fascetta che chiarisce l'arcano. E' da quel racconto lì che hanno tratto il film. Quello con Brad Pitt che poi diventa sempre più giovane. Francis Scott Fitzgerald. Già. Però accidenti quell'undicieuroenovantacentesimi ha tutto il sapore della trappola per gonzi. Vedrai che lo comprano, qualcuno si è detto. Baraghini una volta lo avrebbe venduto a Millelire. Uff. 

Personalissimi riconoscimenti

Fai proprio bene a dimostrarmi di tanto in tanto
quanto sai esser stronza. 
Si sa mai che me lo dimentichi.
Meglio di un Post It

Perle [ai porci]

Ore 8.30. Senza orologio, nè cellulare. Basta il campanile. Esterno giorno. Davanti a una scuola. Il nonno-vigile, giacchettina gialla e paletta, guarda scorato un capanello di mamme, ognuna con bravo bimbo al seguito, che imperterrite proseguono nelle loro chiacchiere mattutine. Scuote la testa. Poi alza la voce. Inconfondibile accento partenopeo.
"Signò, la sentite la campana?... Issa sta suonando per voi!"

Dubito abbiano colto, ma io lo avrei baciato