lunedì 26 luglio 2010

Scholastica

Nel moto di riordino che mi ha colto questo fine settimana, qualche libro ci ha rimesso le penne. Vecchi atlanti del Touring, per cominciare. O quelli della De Agostini con l'URSS e la Jugoslavia a far blocco verso est. Che uno l'ho tenuto per ricordo di un mondo che era e oggi non è più, uno però. Poi son passata ai reperti liceali e universitari, passati indenni attraverso una trentina di anni e qualche trasloco. Monumento al ricordo, resistono. I miei Argan, ad esempio, anche se adesso ho capito che va di moda il Gombrich. I tomi del Mittner sui quali ho sudato per gli esami di letteratura tedesca. E i Guglielmino. Guida al Novecento. Grigi. In libreria ne ho scovati due: uno mio, uno del consorte. Segno della trasversalità del testo, visto che studiavamo in scuola diverse, indirizzi diversi, regioni diverse, per di più. E siccome tra l'uno e l'altro passano cinque anni e almeno un paio di edizioni, nessuno dei due sembra disposto a rinunciare alla sua. Vorremo mica guastarci l'armonia per un libro in più, no?

10 commenti:

  1. Che peccato... un atlante lo avrei gradito! bingirni :o)

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  2. di quelli vecchi? verifico che siano ancora in garage in attesa di trasferimento alla final destination. se ti interessa davvero te lo spedisco mirì! :)

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  3. yuppiiiiii.... ha accettato il commento da Safari.... yuppppppiiiiii!!!!!!!!

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  4. :) così puoi abbandonare l'odiato firefox?

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  5. Scolta, guarda che il Gombrich l'ho usato per l'esame di Storia dell'arte, illo tempore. Non è di moda adesso, o almeno non solo adesso. E degli atlantini rossi, compatti, con le pagine sottili della DeAgostini, che compravo ogni anno, sono riuscita a salvarne solo un paio, per i tuoi stessi motivi, da un marito che butterebbe via tutte le cose (quelle non sue of course). Ogni tanto anche noi facciamo scatoloni di libri che finiscono un po' al thrift shop, quelli in inglese, e gli altri all'ecocentro, dove praticamente si finisce per scambiarsi i libri. Ne porto là uno scatolone e rientro con un altro scatolone di libri, diversi però. Qualche volte c'è capitato di riacquistare i nostri libri, qualche mese dopo. La parte più tenere è leggere le dediche, quasi antiche, che spesso si trovano in questi vecchi libri. Sembra quasi di sbirciare nella vita di altre persone. A volte me ne torno a casa con qualche oggetto assolutamente inutile, l'ultimo uno stampo da budino in ceramica di Bassano alquanto orribile, che m'ha fatto tenerezza, pensando a chi l'aveva usato prima di me. Ora lo devo nascondere, perché è proprio brutto. Magari lo riporto all'ecocentro. Ciao Miti La tua casa sull'albero mi è familiare, anche se per me è nuova.Ha sempre il tuo stile

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  6. WOW, ce l'ho fatta. era più di un anno che non lo utilizzavo, ciao, notte

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  7. nin idii firifix... l'hi isiti simpri chin l'imic... pirì, iri chi tinghi il micbiikpri prifirischi isiri sifiri... icchi, ti hi ditti titti!!!!

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  8. Per Fernanda: Ma tu il Gombrich lo hai usato all'università, se ho ben capito. Al liceo da noi tutti usavano l'Argan, che adesso sembra essere snobbato a favore del Gombrich.
    I libretti rossi del touring, credo sia a quelli che ti riferisci, o eran della de agostini?, credo siano stati eleminati qualche repulisti fa. La mia caccia al libro usato invece è d'estate, in un mercatino al mare. Qualche chicca, lì, la trovo sempre.

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  9. @mirì, vabbè, non lo odi. ma sul pro preferisic safari. e safari sia!

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