Ovvero dell'ipocrisia e della pruderie.
"La sua morte è arrivata troppo presto, prima che io potessi riabbracciarla teneramente, dirle che mi sentivo legato a lei come il primo giorno, e almeno per una volta, chiederle scusa". Patetico, Bernardo Bertolucci, ricordando Maria Schneider. Per chiederle davvero scusa e riabbracciarla ha avuto pressapoco 19 anni di tempo, senza doversene ricordare adesso che non ha più senso farlo. Tanto più che il suo essere alla deriva, prima ancora della sua malattia, non era certo un segreto. Comunque Maria Schneider è morta ed è il momento di ricordarla. "La grande attrice è scomparsa all'età di 58 anni" ha letto contrito lo speaker del tiggì. Lo sfido, davvero, a ricordarsi qualcosa della grande attrice che vada oltre Ultimo Tango a Parigi. E sfido chiunque altro, cinefili a parte, va da sé. Perché la Schneider è davvero rimasta inchiodata a quel film, e in fondo forse solo a quall'unica scena, che oggi ogni articolo cita e che ogni contributo video ripropone. Voyeuristicamente. Oggi come nel 1987, quando gli italiani affollarono le sale, aspettando il momento in cui le dita di Marlon Brando sarebbero affondate nel burro.
p.s. Ieri è morto Daniele Formica. Nessuno lo ha chiamato grande. Eppure lo era.
giovedì 3 febbraio 2011
Spero Promitto Iuro
C'è una cosa che ho imparato, grazie alle mie figlie. Mai, e dico mai, promettere ciò che non si sa se si potrà o si vorrà mantenere. Mi vien da pensare che certi Padani non abbiano figli. In effetti a qualcuno gli è toccata una trota.
Question Time
C'è una cosa che ho imparato col tempo. Quando qualcuno ti dice "bella domanda", puoi star pur certo che non la è. Perché la bella domanda è un assist, è il vassoio d'argento sul quale il tuo interlocutore può appoggiare la sua preconfezionata verità. Le domande belle sono quelle brutte. Quelle che lasciano spiazzati, impreparati, quelle che obbligano a dire la verità. Altre domande, cioè.
p.s. Mi son guardata bene dal sintonizzarmi sul minzo-tiggì ieri sera. Di messaggi alla nazione ne faccio volentieri a meno, soprattutto se provengono da certi pulpiti.
p.s. Mi son guardata bene dal sintonizzarmi sul minzo-tiggì ieri sera. Di messaggi alla nazione ne faccio volentieri a meno, soprattutto se provengono da certi pulpiti.
Divertissement
Lo dico? Lo dico. Potiche è un film che merita. Merita perché nella leggerezza tratta un tema bello, di questi tempi poi. Perché, mentre sullo schermo scorre la storia di una donna che per certi versi potrebbe anche essere la Veronica nazionale, ti scopri a ridere a gola piena, a invidiare la bellezza di una Deneuve ancora splendida malgré tout e malgré le mise, a sorridere di un gigioneggiante Depardieu che quando balla sembra Il tempo delle mele e sai che lui lo sa bene quanto te. E perché Ozon non tradisce, con questa sua capacità di nascondere la serietà dietro l'apparente levità. Però nella scena finale, quando lei, riscattata a nuova vita, comincia a cantare, a me è venuto in mente Apicella. E ho sentito un brivido lungo la schiena.
mercoledì 2 febbraio 2011
Futilità Culinarie [Reprise]
La premessa è quella precedente. Che io amo la cucina inglese, annessi e connessi inclusi. A dire il vero ho proprio un debole per gli inglesi, e non sono sicura che non sia un peccato da confessare. Comunque, rassegnata a qualunque obbrobio oggi si celi dietro la definizione di "spuntino" servito in aereo, non ho potuto fare a meno di ridere quando mi son vista mettere in mano da uno steward sorridente un pacchetto di patatine. Savagely Salted.
Della serie: noi non amiamo le mezze misure.
Della serie: noi non amiamo le mezze misure.
A dire il vero, a parte l'essere selvaggiamente salate, le Spudmuckers sono tutto un programma. Sulla confezione si legge che Spudmuckers are plucked / from the rich soil & good earth / at Spudmucker Farms / by Spudmucker Pluckers / Delivered by Spudmucker Truckers / to Spudmucker Chuckers. / Fried by Spudmucker Cuckers / & packed by Spudmucker Puckers. / Back to Spudmucker Truckers, / who ship to Spudmucker Luvers. / These are... / World Famous Spudmuckers. / They're chips--eat 'em.
Inoltre si raccomanda di conservarle in un luogo asciutto, lontano da fonti di luce e da calzini puzzolenti. Non so come tradurre altrimenti gli smelly socks citati nelle avvertenze. Niente male come marketing. Soprattutto per chi, finora, come massimo dello sforzo ha visto Rocco Siffredi e il suo La patatina tira.
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martedì 1 febbraio 2011
Futilità Culinarie
A me la cucina inglese piace. Quella dei roast-beef,dei pudding, delle pie, dei pasticci di carne, dei cookies, dei brownies, anche quella dei porridge, per intenderci. Guardo sempre con sospetto il cavolfiore bollito e supero con eleganza il fagiolino insapore. Mi domando perché, dunque, gli inglesi, invece di valorizzare quel che di buono hanno, cercano di imitare la cucina degli altri, pensando di fare un figurone. Voglio dire, la caprese come antipasto può anche passare, posto che non è stagione, non è clima, non è aria. Ma che la facciano conla mozzarella per pizza, quella rettangolare e compatta come una mattonella è un delitto che urla vendetta al cielo. Ho detto.
Tutto questo, naturalmente, per non parlare dell'imbarazzo di ieri sera. Perché il "tell me about your Berlusconi" detto col sorrisino è stato difficile da digerire.
Tutto questo, naturalmente, per non parlare dell'imbarazzo di ieri sera. Perché il "tell me about your Berlusconi" detto col sorrisino è stato difficile da digerire.
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