mercoledì 9 febbraio 2011

Aut aut

Dedicato a chi ancora pensa che siano problemi marginali, che il bel'om in fondo a casa sua può fare quel che gli pare, e che alla fine così fan tutti, e che comunque i problemi sono altri.

«Accadde, in un teatro, che le quinte presero fuoco. Il Buffone uscì per avvisare il pubblico. Credettero che fosse uno scherzo e applaudirono; egli ripetè l’avviso: la gente esultò ancora di più. Così mi figuro che il mondo perirà fra l’esultanza generale degli spiritosi, che crederanno si tratti di uno scherzo».

L'ho visto citato spesso, in questi giorni. Mai così attuale, il vecchio Soren. E lui il PdC nemmeno lo conosceva.

SmS

Posso andare a mangiare dalla Kia (macdonal) se risp e kiama la nonna x favore.
Questo è il massimo degli sms che approdano sul mio telefonino.
Intercettateli pure. Al massimo l'italiano e l'Artusi se ne adonteranno.
Ma non con rito immediato.

martedì 8 febbraio 2011

Leghe

Secondo la convinzione di mia madre e probabilmente dell'universo pedagogico dell'epoca, a mio fratello dovevano piacere, come in effetti piacevano, Melville, Salgari, Verne, e tutto quel coacervo dell'immaginario al maschile degli anni Sessanta fatto di Sandokan, Ivanohe, Robinson Crusoe, Capitani Coraggiosi, Figli del Capitano, Achab e Balene. A me, di converso, dovevano piacere, e in effetti mi piacevano, le Piccole Donne, anche quelle che crescevano e quelle che come Jo facevano figli. C'erano poi le Pollyanna, le Heidi, con qualche lacrimevole incursione verso la Capanna dello zio Tom. Poi andava a finire che i suoi libri li leggevo anche io, anche se la Pirla di Labuan non mi è mai stata tanto simpatica, lui, invece, rabbrividiva solo a guardare i miei. Tranne due, che non so per quale caso invece che a lui furono regalati a me: Il giro del mondo in 80 giorni e Michele Strogoff. E non glie li ho mai ceduti. Lui si tenesse pure Dalla terra alla luna e le 20.000 leghe. Ecco.

lunedì 7 febbraio 2011

How much does it cost?

Allora. Il sostegno di Pannella dovrebbe valere il ministero della Giustizia. Un po' come a Barbareschi l'errore di voto di settimana scorsa pare sia valso un paio di  passaggi televisivi dei suoi film e qualche finanziamento sul fronte fiction. Alla Svp ha portato l'accordo sullo Stelvio, mentre a Scilipoti per ora è rimasta una cornetta in mano. L'assioma, comunque, è che tutti hanno un prezzo. E che pecunia non olet, va da sé. Nondimeno, mi ritrovo due piccoli tarli in posizione intracranica. Uno: Ci voleva proprio la battuta di Marina Berlusconi per convincere Saviano che tra lui e Mondadori forse c'è un minimo di incompatibilità? Due: Capisco che 65.000 euro a puntata sia una bella cifra, però l'approdo di Paola Cortellesi, che pure amo, a Zelig, di questi tempi mi piace poco. E' vero, c'è anche Bisio e non da ieri. Ma la Cortellesi è la Cortellesi. E in questi momenti il Gran Rifiuto mi sarebbe sembrato un bel gesto di coerenza.
p.s. So perfettamente che la coerenza tout court su queste cose è pressoché impraticabile. Ma ogni tanto un guizzo di orgoglio mi piacerebbe. Soprattutto da parte di chi non ha come primo problema sbarcare il lunario.

Ma non se ne parla proprio


Mi resta proprio da capire, e credo di averlo già scritto almeno in un'altra occasione, come fanno i radicali, e Marco Pannella in particolare, a sostenere un Governo che ha già detto no e altri no dirà ad alcuni dei temi chiave della politica radicale, dalla fecondazione assistita al diritto di interruzione della cura per i malati in stato vegetativo, dalla difesa dei diritti degli omosessuali all'aborto. E' vero che Capezzone ha già dato ampia dimostrazione di come si possa voltar gabbana in tempi abbastanza rapidi, però, per lo meno, insopportabile portavoce del PdL radicale non si chiama più. Pannella invece sì. Quello stesso Pannella che scrive al Corriere dichiarando un atto di responsabilità continuare a sostenere questo Governo. Anzi, ne fa una battaglia di civiltà. Mi ricordo che chiamò con lo stesso nome anche la battaglia per Giorgio Welby. Che immagino lo ringrazi sentitamente per l'accostamento.

domenica 6 febbraio 2011

Sciccherie culinare


L'altro giorno sono stata invitata a un pranzo di lavoro. Un pranzo di quelli seri. In un ristorante sciccosissimo. Lungo [il pranzo], che il cibo si assapora con calma, tanto che sono tornata in ufficio che erano ormai le quattro con una voglia di lavorare sulla quale preferire sorvolare. Il punto è che, sciccherie a parte, ho mangiato davvero bene. Tolto l'involucro, cioè, la sostanza c'era. E trascurando il fatto che per la prima volta nella mia zotica vita mi sono trovata davanti un pre-dessert che anticipava il vero commovente dessert, sublime è stato l'incontro con un risotto allo zafferano come è difficile trovarne persino a Milano. Giallo davvero, coi pistilli nascosti tra i chicchi di riso, con l'aroma del brodo di carne nascosto nell'onda e quel boccone di animella al centro, inseguito come ultimo cadeau trionfale, prima di appoggiare finalmente il cucchiaio. Ora, dopo tanta meraviglia, ho la certezza che Andrea Berton sia davvero bravo. Ho meno certezze su quanto mi è stato raccontato dal punto di vista lavorativo. Mi sento molto Montalbano in questo: cibo buono e chiacchiere hanno bisogno ciascuno del suo momento. Farli coesistere è impresa ardua. E questa volta ha vinto il cibo.

venerdì 4 febbraio 2011

Je m'en fous

Je m'en fous, avrà pensato ieri sera il PdC dopo il pareggio della Bicameralina e prima di partire per Bruxelles. [aveva già google translate in modalità on]. Per cui, chissenefrega del Parlamento, chissenefrega delle Camere, chissenefrega soprattutto delle opposizioni, si vada di Decreto Legge. Così Bossi è tranquillo e stan tranquilli anche i 315 utili idioti che hanno votato il rinvio ai pm delle carte del caso Ruby.
Je m'en fous, Je m'en fous, Je m'en fous.

I-r-r-i-c-e-v-i-b-i-l-e, do you know?